Data: 19/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Arriva il sì sull'interporto. Accordo tra Regione Molise, Comune e ministero delle Infrastrutture

TERMOLI Fondi confermati per 16 milioni. L'insediamento nell'area dell'ex acciaieria

TERMOLI. E' certo: Termoli avrà l'interporto. Dopo il litigio tra il ministro Antonio di Pietro (Idv) e il presidente del Consorzio industriale Val Biferno, Antonio del Torto (Fi), che aveva messo a rischio il progetto e il finanziamento di 16 milioni, il protocollo che autorizza la realizzazione della maxi opera è stato rivisto e questa volta avvallato da tutti domenica sera in un incontro privato.
In una località insolita, a Venafro, la Regione Molise, il Comune di Termoli e il ministero hanno trovato l'accordo. L'opera verrà trasferita nella zona dell'ex acciaieria Stefana, nell'area industriale, e verrà realizzata da uno società mista col 50% che sarà gestita dalla Regione, il 35% dal Comune adriatico e il restante 15% dal Cosib.
Il sindaco, Vincenzo Greco (Unione), ha sottoscritto il documento ieri mattina, dopo aver convocato l'amministrazione comunale, minoranza compresa, e quest'ultima non ha perso l'occasione per muovere alcune obiezioni al nuovo disegno. Il centrodestra chiede infatti di sapere che fine faranno i terreni già espropriati a Rio Vivo Marinelle e che, a quanto pare, dovranno avere una destinazione connessa alla realizzazione dell'interporto stesso. In calce all'intesa ieri mancava solo il suggello del ministro Di Pietro, che firmerà oggi, prima che il Comitato interministeriale per la programmazione economica si riunisca.
Insomma, un'intesa raggiunta in "zona Cesarini", ma che ha evitato che il finanziamento venisse dirottato su altre regioni, come paventato dallo stesso ministro delle Infrastrutture sabato, subito dopo la bagarre che aveva fatto sfumare la firma. Il documento, infatti, è stato rivisto e corretto secondo le obiezioni mosse dal Cosib, che chiedeva venisse previsto il risarcimento di 600mila euro anticipati dall'ente per fronteggiare contenziosi legati alla variazione del progetto originario, e che voleva si precisasse la competenza del Consorzio ad individuare le sede all'interno del nucleo industriale. Oggi il Cipe sbloccherà la prima tranche di denaro, 7.900mila euro che dovrebbero essere utilizzati per le opere di realizzazione della piattaforma di snodo delle merci, che metterà in rete il trasporto su rotaie, su gomma e via mare in un'ottica di rilancio economico del territorio.
Il progetto era fermo da 20 anni e ora dovrà essere rivisto alla luce del trasferimento voluto dalla giunta Greco. Il sindaco, riconoscendo che si è trattato di una decisione forte, assicura che la stessa «implica un risparmio cospicuo rispetto a quella originaria. Se avessimo perso gli 8 milioni, saremmo in vantaggio sulla spesa prevista per l'interporto a Rio Vivo».

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