Data: 20/02/2008
Testata giornalistica: Rassegna sindacale
Milleproroghe, verso l'approvazione. Sui salari non c'è l'intesa bipartisan

Nel milleproroghe non c'è spazio per i salari. Ci sono molte misure, nel decreto del governo (il 248/2007) che il Parlamento sta per convertire in legge con spirito bipartisan: dagli stanziamenti straordinari per l'emergenza rifiuti in Campania (80 milioni di euro) agli ammortizzatori sociali per Malpensa (40 milioni), dalla proroga del blocco degli sfratti per le fasce deboli all'estensione della rottamazione delle auto anche a moto e motorini, fino alla misura che consente di andare in pensione a chi ha maturato i diritti entro il 31 dicembre 2007.

Sembra saltare, però, l'ipotesi di ridurre le tasse sui salari proposta con forza dalla Sinistra/L'Arcobaleno. Questa notte il Comitato dei nove delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Montecitorio ha dato il via libera al provvedimento, che, fatto un altro passaggio in commissione, domani sarà approvato dall'Aula della Camera, per poi passare al Senato.

Dall'Entente Cordiale, a meno che non si verifichino cambi di rotta, resta però fuori la questione salariale. Titti Di
Salvo, l'esponente della Sinistra-L'Arcobaleno che ha presentato l'emendamento "censurato" dalle commissioni, denuncia senza mezzi termini: "Come abbiamo detto da tempo, la trimestrale di cassa certifica l'esistenza di un ricco tesoretto. Non c'e' nessuna motivazione comprensibile che impedisca il suo uso per aumentare i salari". Aggiunge la parlamentare: "E' previsto dalla Finanziaria, cioe' e' gia' legge dello Stato. E' doveroso, un imperativo morale, in un paese in cui i salari sono i piu' bassi d'Europa, i consumi di lusso tra i piu' alti. Siamo ancora in tempo prima della fine della Legislatura. La scelta di non procedere in questo senso non puo' essere nascosta dietro questioni burocratiche o procedurali: la destra si assuma le proprie responsabilita', rendendo pubblici i meschini calcoli elettorali; il Governo dia un colpo e riprenda coraggio". Di Salvo sottolinea che "ai lavoratori italiani interessa poco se lo strumento con il quale le risorse possono essere utilizzate per aumentare i salari sia l'emendamento al decreto mille proroghe o un altro. Lo ricorderanno quando andranno a votare, e La Sinistra-L'Arcobaleno glielo ricordera' se non avessero memoria".

La battaglia parlamentare trova una sponda anche in casa Cgil, dove la segretaria confederale Maurigia Maulucci invita a impegnare subito le risorse dell'extragettito a favore dei salari: "La decisione - argomenta Maulucci - spetta alle forze politiche e vedremo cosi' se salari e stipendi sono davvero una priorita' e non solo una bandiera elettorale". "C'e' un rischio peggiore - avverte la dirigente sindacale -: se le forze politiche dell'opposizione si rifiutano di destinare oggi, con pretestuose e strumentali motivazioni, le risorse aggiuntive al lavoro dipendente, e' solo per utilizzare, nel caso in cui dovessero vincere le elezioni, le risorse stesse, magari per ridurre l'Ici a tutti, vale a dire a coloro che non hanno beneficiato delle riduzioni della Finanziaria 2008, dunque ai redditi superiori a 200 milioni di euro". Così, conclude Maulucci, "per salari e stipendi oltre al danno anche la beffa".

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