Data: 20/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Bertinotti: egemonia Pd-Pdl rischiosa. Il presidente della Camera a Pescara: l'Italia ha bisogno della Sinistra

Ospite di un convegno su Federico Caffè il leader politico accusa: il programma del Partito Democratico frena il cambiamento nel Paese

PESCARA. «I toni di questa campagna elettorale sono improntati a qualche elemento di buona educazione, ma non è questo che decide. Vedo una pericolosa tendenza al duopolio mentre l'Italia ha bisogno di una vera pluralità. Il duopolio è un elemento che può determinare una curvatura negativa alla campagna elettorale, pure in presenza di toni molto educati. Da parte nostra siamo impegnati nel lancio della Sinistra-l'Arcobaleno, ma la critica a un'idea di andare verso una soluzione bipartitica dovrebbe interessare tutti, perché lascerebbe fuori molte domande di cambiamento».
Fausto Bertinotti ha scelto la platea di una scuola, il Tito Acerbo, e poi quella un po' più nutrita di un teatro, il Massimo (700 persone, niente a che vedere con le folle della recente visita di Walter Veltroni, ma il contesto era diverso) per fare il punto, ieri pomeriggio a Pescara, sullo stato delle cose di una campagna elettorale che vede (dopo anni di alleanza), il centrosinistra diviso fra Partito Democratico e la Sinistra-l'Arcobaleno, lo schieramento per il quale lui è candidato premier alle politiche del 13 e 14 aprile. Lo spunto, al presidente della Camera, gliel'ha fornito un convegno (si legga l'articolo in basso) sull'economista pescarese Federico Caffè, scomparso in circostanze misteriose nel 1987 all'età di 73 anni, organizzato dall'Istituto tecnico Tito Acerbo di cui era stato allievo.
Cappotto di cammello, completo gessato, sciarpa bordeaux e grigia, Bertinotti è arrivato a Pescara alle 16,30, dopo aver registrato, in mattinata a Roma, la puntata del programma «Porta a Porta» andata in onda ieri sera. Dopo aver tagliato il nastro dell'inaugurazione della nuova aula magna dell'Acerbo intitolata a Caffè, il presidente della Camera ha parlato di politica.
Il Partito Democratico, ha detto, «si presenta con un'ispirazione programmatica che non ci convince, perché sembra ammiccare più a culture moderate, neocentriste, piuttosto che a quell'esigenza di cambiamento e di riforma di sinistra di cui ha bisogno il Paese».
«La Sinistra», ha aggiunto, «sta affrontando serenamente la campagna elettorale, però ha fatto tutto quello che si doveva per favorire le riforme. Abbiamo lavorato con grande determinazione per la riforma del sistema elettorale, la riforma costituzionale, la riduzione del numero dei parlamentari, la riforma dei regolamenti per sbloccare il sistema politico. Abbiamo lavorato con grande intensità. La cosa è stata resa impossibile all'ultimo da un impedimento prodotto dalle destre».
Rispondendo alla domanda di un allievo del Tito Acerbo, Bertinotti si è poi definito «un partigiano estremista della Costituzione».
Quella Costituzione italiana che, ha aggiunto, «è perfetta nella parte che riguarda i valori, ma segnata dal tempo in quella relativa all'organizzazione istituzionale. La Carta costituzionale aveva bisogno di lievi correzioni, che si potevano fare prima delle elezioni. Riforme che non saranno rinviabili dopo il voto».
Il leader della Sinistra-l'Arcobaleno ha parlato anche di Fidel Castro, nel giorno della sua abdicazione dal potere. «Penso che ci saranno ancora tante occasioni per parlare di lui», ha detto a proposito del dittatore cubano. «Il Lider Maximo lascia un incarico istituzionale dopo tantissimi anni. E' certamente un fatto, ma la lunga malattia lo aveva già portato lontano dall'esercizio del potere. E' certo che si mette da parte un grande protagonista, comunque lo si voglia giudicare, della storia di questo mezzo secolo».
Nel salotto televisivo di Bruno Vespa, ieri sera (ma la puntata era stata registrata in mattinata), Bertinotti in un faccia a faccia con Gianfranco Fini, del Popolo della libertà, ha affrontato altri temi: dall'antipolitica tornata alla ribalta dopo l'invito di Fiorello al non voto, alla pedofilia, al potere di acquisto degli italiani, agli interventi in favore dei giovani, a una nuova politica della casa.
Sull'invito all'astensione dalle urne, il candidato premier della Sinistra-l'Arcobaleno ha difeso il principio della partecipazione al voto e ha detto di essere disposto a incontrare Fiorello e a discutere con lui: «Io sono un avversario dichiarato dell'antipolitica e ritengo che l'esercizio di voto sia una delle manifestazioni più solenni».
Quanto alla pedofilia, il presidente della Camera ha detto che «ci troviamo di fronte a una tragedia del nostro tempo: la pedofilia va combattuta drasticamente con il massimo della severità e questo significa certezza della pena e processi rapidi. Sulla castrazione chimica ho una obiezione e poi anche molti medici hanno detto che è senza efficacia».
Potere di acquisto dei salari: Bertinotti ha proposto «un meccanismo di indicizzazione annuale di salari e pensioni. Così se il primo gennaio il potere di acquisto è di 100 e alla fine di 95, si riporta a 100».
Quanto ai giovani, il candidato premier ha spiegato: «Io sono per il salario sociale, ovvero per un intervento a favore dei giovani. Per tonificare il mercato interno bisogna dare soldi a chi ne ha pochi, come gli anziani o i giovani. Altrimenti la crisi della politica diventa irrimediabile». In tema di precarietà, infine, Bertinotti ha aggiunto: «Penso che superare la legge 30 sarebbe una norma elementare, ovvero dopo tre anni di precarietà bisognerebbe essere assunti».

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