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SULMONA. Alla fine, le cose sono andate come si sapeva: in pista alle primarie per il candidato sindaco del Pd ci sarà Antonio Iannamorelli. Se primarie ci saranno, naturalmente, perché fino a questa sera alle 19 possono ancora accadere altri colpi di scena, come il ritiro dei concorrenti. O del concorrente, perché fino alla tarda serata di ieri, quando si è avuta conferma della candidatura Iannamorelli (dallo stesso smentita non più di 24 ore prima), gli altri concorrenti parevano intenzionati a farsi da parte. Come aveva già fatto Silvio Mancinelli, con una lettera aperta al coordinatore Incani. Il colpo di scena atteso è dunque arrivato. E non poteva essere diversamente, visto il clima di tensione che regnava nel partito nelle ultime ore. In particolare da quando era stata praticamente dichiarata la strategia che avrebbe portato alla candidatura dello stesso Emanuele Incani, sostenuto praticamente dallo stesso fronte che lo aveva indicato come coordinatore, meno la componente ginobliana. Il progetto ha innescato un vortice di polemiche, col fiorire di voci su contemporanee nomine per qualche esponente locale della ex Margherita. Voci non confermate ufficialmente ma sufficienti a sparigliare il tavolo. Era poi emersa l'indicazione del segretario Uil Michele Lombardo, che però avrebbe posto l'unità del partito come condizione per accettare di cimentarsi nella prova del 2 marzo. Una partita nella quale Iannamorelli dovrebbe misurarsi con l'architetto Raffaele Giannantonio, della «società civile». Ma anche quest'ultimo, vista la situazione, avrebbe manifestato perplessità nell'accettare il ruolo di "sparring partner" di un candidato scelto in modo controverso. Riflessioni simili avevano indotto a rimanere fuori dai giochi anche Massimo Di Paolo e Teresa Nannarone, che pure un sondaggio noto quasi a tutti indicava come candidata più accreditata. Il dibattito si è protratto fino a tarda notte. E s'è capito perché il Pd sulmonese non ha colto i passaggi in regione della Melandri e di Veltroni per aprire in pompa magna la campagna elettorale. Quasi in contemporanea con le assise democratiche, si è tenuta la riunione costitutiva della lista civica che dovrebbe vedere raccolti alcuni ex Udc, guidati da Maurizio Proietti, con un gruppo di professionisti e rappresentanti delle associazioni e della cultura. «Città Viva» dovrebbe proporsi come possibile riferimento per il cosidetto Terzo Polo, completando un mosaico politico che andrebbe dall'area socialista a quella dei delusi di Forza Italia. Secondo i promotori, se andasse in porto l'alleanza con i "Nuovi Petali" e "Iniziativa Popolare" nascerebbe un ragruppamento sulla carta in grado di chiudere la strada del ballottaggio a uno dei due schieramenti principali. Anche per questo motivo la scelta del candidato sindaco del Pd forse potrebbe tornare ancora in discussione.(w.n.) |