Data: 21/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Bus rumorosi, parte la petizione. Terminal largo Cavallerizza, gli inquilini chiedono controlli

CHIETI. I residenti di via Arcivescovado, le cui finestre si affacciano su via Herio e su largo Cavallerizza, aree che accolgono il terminal bus, tornano alla carica con una petizione. I cittadini si lamentano per i disagi provocati dai pullman in sosta. Sotto accusa gli autisti che, giunti al capolinea, prossimi ad una nuova partenza, lasciano il motore accesso per diversi, fastidiosi minuti.
I cittadini già qualche anno fa, con la precedente amministrazione municipale, avevano protestato attraverso una raccolta di firme, ma senza ottener alcuna soluzione al problema. Questa volta scrivono al Comune, alla procura, alla polizia municipale, al dipartimento Arta, alla stesse società di trasporto urbano e extraurbano, Panoramica e Arpa.
I disagi sono quotidiani. L'inquinamento acustico e atmosferico provocato dai bus è altissimo. I firmatari parlano di «seri danni alla salute per i gas di scarico» ma quel che provoca maggiore disagi, nell'immediato, sono il rumore e le vibrazioni avvertite nelle abitazioni prospicenti al terminal percepiti fin dalle prime ore del mattino. Il tremore per, tre, quattro, cinque minuti, per ogni autobus, è estenuante e snervante. Quanto sia fastidioso sopportare gli effetti dei motori accesi, lo si comprende quando il pullman di turno riparte e si avverte come un senso di liberazione.
I cittadini chiedono «un serio e sollecito controllo rispetto alla normativa vigente in materia di emissioni di gas nei centri abitati nonché la misurazione dei decibel inerenti i rumori provenienti dai pullman». E questa volta i condomini dei vari edifici non si fermeranno. Infatti annunciano ricorsi alla magistratura se non ci saranno interventi subito. A parte la discutibile opportunità di mantenere un terminal bus in pieno centro e sotto le finestre di decine e decine di famiglie, esiste una normativa, troppo spesso non conosciuta o tranquillamente ignorata che impone agli automobilisti di pullman, vetture o motocicli, di spegnere il motore una volta fermi. Il rispetto della legge, si sa, è demandato alle forze di polizia che dovrebbero controllare e multare gli autisti di pullman e gli automobilisti che restano per minuti, mezze ore con il motore acceso, sbuffando con i loro velenosi tubi di scarico davanti a persone anziane, bambini e donne incinte. Malcostume che andrebbe represso ma che qui viene tollerato.

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