|
PESCARA. I consiglieri del centrodestra che si fanno fotografare con una bottiglia di spumante in mano è l'immagine emblematica del consiglio comunale di ieri mattina. L'opposizione ha vinto la sua battaglia sulle aree di risulta. La maggioranza ha ritirato la delibera per assegnare ai privati la gestione delle Ztl in centro e dei parcheggi. In questo modo l'appalto affidato a Toto, per la riqualificazione dei 12 ettari dell'ex stazione centrale, è stato di fatto azzerato. Nella penultima seduta del consiglio prima del suo scioglimento, con i partiti già in piena campagna elettorale, è stata presa una decisione storica. Lo stop alla madre di tutti gli appalti ha di fatto cancellato quattro anni di lavori dell'amministrazione. Ora, si ricomincia. Un nuovo passo importante, però, è stato compiuto ieri con l'approvazione del progetto preliminare che comprende anche il teatro e l'adozione della relativa variante al prg. Variante che ora dovrà superare l'iter della pubblicazione, osservazioni, approvazione definitiva in aula. Per l'assessore, Massimo Luciani, «questo passo dà ulteriore certezza sulla realizzazione del progetto». Ma vediamo punto per punto. STOP ALL'APPALTO. La delibera, ritirata ieri, era stata presentata dall'amministrazione comunale con l'obiettivo di sanare la parte della gara d'appalto, vinta da Toto, contestata dal Tar. Due mesi fa i giudici amministrativi, accogliendo un ricorso presentato dall'associazione Codici, hanno annullato l'aggiudicazione della gara per la mancanza di un passaggio importante: il consenso del consiglio comunale sull'affidamento al privato dei varchi di accesso alla Ztl e dei parcheggi a pagamento. La delibera di ieri conteneva proprio questo passaggio. La decisione di ritirarla comporta automaticamente uno stop all'appalto. Sarà la prossima amministrazione, che si insedierà dopo le elezioni di aprile, a rifare una nuova gara. PARLA D'ALFONSO. «Si sono registrati perplessità e dubbi, anche nella maggioranza, sulle procedure adottate per arrivare alla riqualificazione delle aree di risulta. Si può quindi trovare un altro strumento, evitando ululati da campagna elettorale». Così, ieri il sindaco, Luciano D'Alfonso, ha giustificato la decisione di fare un passo indietro sulle aree di risulta. D'Alfonso si è trovato a gestire una situazione difficilissima in questi anni: l'opposizione e anche una parte della maggioranza gli hanno messo i bastoni tra le ruote per evitare che potesse portare a termine la riqualificazione delle aree di risulta. Se viene rieletto, cercherà di coinvolgere tutte le forze politiche nell'operazione. IL POLO FA FESTA. Lo spumante in aula è stato solo un gesto simbolico. «Non lo apriamo, perché non vogliamo rischiare di fare la fine dei senatori cacciati da Berlusconi dopo aver festeggiato con champagne e mortadella la caduta di Prodi», ha detto ironicamente Marcello Antonelli (An-Pdl). «La delibera ritirata dimostra il fallimento di questa amministrazione», ha commentato Carlo Masci (Udc). «Tre anni di ferma opposizione di An hanno impedito che D'Alfonso riuscisse a condannare a morte il centro commerciale naturale di Pescara», ha scritto An in una nota. «Paradossalmente l'adozione della variante apre un'autostrada» ha aggiunto Andrea Pastore (Forza Italia-Pdl) «con le osservazioni si potrà anche decidere di costruire un albergo nelle aree di risulta». Soddisfatto per il ritiro della delibera anche Carlo Costantini (Idv). |