Data: 23/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Stipendi bassi, ormai lo dicono tutti». Gianni Rinaldini segretario generale della Fiom non ha dubbi: bisogna intervenire sulle retribuzioni

«Crescono le esportazioni, ma diminuiscono i consumi. E' preoccupante»

Aumentano ancora i generi alimentari. Gianni Rinaldini, lei è il segretario generale della Fiom, non le pare che questo sia un Paese che soffre sempre di più? «Questo è evidente, anche perché l'inflazione pesa su retribuzioni che sono tra le più basse d'Europa, quelle del lavoro dipendente.
Una volta si diceva che si faceva fatica ad arrivare alla quarta settimana, ora in molti fanno fatica ad arrivare alla terza»
Dati sull'inflazione così alti non si vedevano da undici anni, dal 1997. Cosa sta accadendo?
«Non solo non si vedevano da molto tempo ma si accompagnano ai dati preoccupanti relativi alla produzione. Consideri inoltre, a ulteriore dimostrazione della gravità del momento, che mentre crescono le esportazioni, diminuiscono i consumi interni»
Come si reagisce a questo stato di cose?
«Come Fiom abbiamo appena concluso il contratto nazionale e tra lunedì, martedì e mercoledì i metalmeccanici esprimeranno il loro giudizio con un referendum. Nelle assemblee che abbiamo fatto abbiamo parlato con decine di migliaia di operai e abbiamo toccato con mano quanto è diffuso il disagio».
Cosa vi dicono gli operai?
«Ripetono quello che dicono tutti, che così non si può andare avanti. Guardi che i consumi non diminuiscono in maniera generalizzata, ma a essere penalizzate sono solo alcune fasce della popolazione. Contemporaneamente aumentano le diseguaglianze sociali. Basta pensare a come vengono retribuiti i dirigenti d'azienda, o alle stock option, una cosa legale ma che io considero truffaldina, che vengono tassate soltanto al 12,5 per cento».
A proposito di metalmeccanici: Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom, dice che i futuri contratti andranno rafforzati ulteriormente di 200 euro per far fronte all'inflazione».
«Aldilà di quanto propone Cremaschi, è che adesso non sono più in molti a negare che le retribuzioni nel nostro paese sono basse. Lo dice anche Draghi, lo dice anche Montezemolo. Dopo di che entrambi considerano i contratti nazionali l'elemento che frena un possibile aumento delle retribuzioni. Ripeto, siamo di fronte a un paradosso, perché il contratto nazionale è lo strumento di difesa in termini solidali dell'insieme dei lavoratori. In realtà Confindustria ha un'idea di assetto del paese che è peggiore delle gabbie salariali».
Che mesi ci aspettano?
«Nell'immediato credo che il governo - qualunque sarà - dovrebbe intervenire sulle detrazioni per il lavoro dipendente. Serve un'operazione finalizzata al lavoro dipendente e ai pensionati, vale a dire per coloro che nel corso di questi anni sono stati maggiormente penalizzati».
. Sarebbe utile rivedere il paniere?
«I dati dell'Istat non hanno nulla che vedere con la realtà intesa come potere d'acquisto della gente. Quindi rivedere il paniere sarebbe utile perché oggi non corrisponde minimamente all'andamento dei prezzi».

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