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PESCARA. La più sgobbona è Pina Fasciani, il più esuberante Teodoro Buontempo, il più puntiglioso Lanfranco Tenaglia, quello più tosto Giovanni Legnini, quello che non incontrerete mai alla bouvette Giorgio D'Ambrosio. A volo d'uccello è questa la foto di famiglia dei parlamentari abruzzesi della XV legislatura arrivata agli scampoli di fine stagione. Una pattuglia ben assortita: tre donne e 18 uomini, alcuni di lungo corso parlamentare, che si stanno preparando a tornare in pista per la campagna elettorale. Almeno due terzi torneranno a Montecitorio e a Palazzo Madama, o almeno ci proveranno. Vediamo dunque cosa hanno fatto in questi due anni scarsi di attività e se si sono ben guadagnati i 13 mila euro di indennità mensile. CAMERA. Pina Fasciani (Pd) è la più assidua a Montecitorio. È raro che perda una seduta. Ha resistito all'ironia delle Iene, ai colpi bassi di un giornalista come Riccardo Iacona, ha resistito soprattutto al partito degli uomini che è il più trasversale e potente d'Italia. Nel suo primo mandato ha presentato un solo progetto di legge (misure a favore dei sindaci e amministratori locali per i rischi legati alle funzioni di protezione civile) ma ne ha firmati ben 80 assieme ad altri deputati. Ha parlato solo due volte in aula, 21 sono state le interrogazioni. Se fosse ancora sui banchi di scuola la Fasciani passerebbe il compito in classe a Giorgio D'Ambrosio (Pd), che sugli scranni si è visto pochino. Ma il potente parlamentare di Pianella ha un paio di scusanti. Innanzitutto è oberato dagli incarichi. Fino a pochi mesi fa ne assommava cinque, oggi ne ha solo tre (parlamentare, sindaco uscente e ricandidato, consigliere provinciale). Ha poi dovuto aspettare mesi prima di subentrare ad un tormentato Antonio Verini, ultimo degli eletti nella lista dell'Ulivo in quota Margherita e oggi diniano prossimo a traslocare nel centrodestra, che ha scelto il consiglio regionale dopo sollecitazioni insistite. Non stupirà dunque se D'Ambrosio non ha presentato proposte di legge e non ha mai parlato in aula. Lanfranco Tenaglia (Pd) ha un ruolino di marcia dignitoso: sei progetti di legge a sua firma (uno dei quali sulla sicurezza nelle città a tutela delle fasce più deboli della popolazione), 19 di cui è cofirmatario, sette interventi in aula. Nicola Crisci (Pd) è un cofirmatario compulsivo di progetti di legge: ne ha firmati 100. Meglio di lui ha fatto solo Paola Pelino (FI) che ne ha firmati 131. Crisci fa meglio della Pelino sui progetti a propria firma, cinque, tra cui uno che Ottaviano Del Turco certamente non approverebbe: tutela della ventricina del Vastese («Gli imprenditori pensano più alla ventricina che all'innovazione», è una frase celebre dello Zibaldone presidenziale). Si batte discretamente Maurizio Acerbo (Rifondazione) con i suoi due progetti di legge presentati e le 26 interrogazioni e mozioni. Pressoché monotematica l'arrività di Sabatino Aracu (FI), concentrato a proporre leggi sulle discipline sportive. Ha cofirmato anche una legge per l'istituzione della provincia di Sulmona, peccato che la sua coalizione le Province vuole abolirle. Teodoro Buontempo, fresco presidente nazionale della Destra e prossimo candidato alla provincia di Roma è stato un instancabile oratore (34 interventi in aula) e un robusto propositore di leggi (12 a sua firma). Carlo Costantini (Idv) gli sta subito dietro con 8 leggi presentate a sua firma. Due i temi ricorrenti: la famiglia e i figli, e l'incandidabilità e l'ineleggibilità di deputati e senatori. Carla Castellani (An) fa il medico e le sue due proposte di legge sono sull'assistenza agli anziani e sull'utilizzo dei defibrillatori. Dante D'Elpidio (Udeur) è attivo nel mondo del volontariato e le due proposte di legge presentate si occupano di servizio civile e malati. L'Udc Rodolfo De Laurentiis è responsabile nazionale del suo partito per le telecomunicazioni e si è dato da fare presentando proposte di legge sulla tutela e la concorrenza del sistema radiotelevisivo. Ha presentato anche un proposta per Avezzano Provincia. E visto che l'Udc non è con il Pdl non rischia come Aracu di ritrovarsi un programma elettorale con dentro l'abolizione dell'ente che vuole istituire. Giovanni Ricevuto (Gruppo misto) è stato paracadutato in Abruzzo da Silvio Berlusconi e nessuno lo ha mai visto. La Camera si chiude con Massimo Cialente che oggi fa il mestiere di sindaco all'Aquila e non potrà ricandidarsi. SENATO. Passando a Palazzo Madama e tralasciando il fuori quota Franco Marini per ovvi motivi istituzionali, è Giovanni Legnini il senatore abruzzese con più medaglie, perché è quello che da relatore della Finanziaria ha portato in salvo (ma per poco) il Governo Prodi con gli oltre mille voti in commissione e i quasi trecento in aula, portando a casa, in Abruzzo, una buona quota di finanziamenti. Il più attivo sul fronte legislativo è stato Andrea Pastore (FI) con 9 proposte di legge tra cui uno sulla istituzione del "Giorno del Ricordo" in memoria delle vittime degli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001. Non c'è storia per due senatori non abruzzesi come Gavino Angius (Partito socialista) e Marcello De Angelis che poco o nessuna attività hanno fatto per questa regione. Abruzzese d'origine è invece Giuseppe Di Lello che da ex magistrato antimafia si è molto occupato in Senato di criminalità organizzata. Chiude l'elenco il senatore e sindaco di Celano Filippo Piccone (FI) che non ha presentato alcun progetto di legge a propria firma. |