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La corsa elettorale. Sulla ricerca del candidato sindaco anti D'Alfonso pesano le forti divisioni nazionali
«Carlo Masci e Luigi Albore Mascia sono due ottimi nomi da presentare a sindaco ma dovranno essere i vertici regionali dei partiti del centrodestra a decidere la candidatura migliore per Pescara. Il nome uscirà presto». Parlava così, ieri mattina, l'onorevole Giampiero Catone, segretario regionale della Dc per le autonomie che ha riunito all'auditorium Petruzzi l'assemblea regionale del partito. Oggi sapremo, conosceremo il nome del prescelto perché quella di oggi è la giornata decisiva: di più non si può attendere, e su questo il centrodestra è davvero convinto e compatto. I partiti della coalizione si incontrano questa mattina e il Pdl, leggi i coordinatori regionali Pastore e Di Stefano, diranno a Masci di mollare l'Udc ovvero di smarcarsi dal simbolo di Pierferdinando Casini per poter rappresentare senza imbarazzi l'intero centrodestra. Solo a queste condizioni potrà esserci una sfida-bis tra lui e D'Alfonso. E a meno di colpi di scena Masci dirà no grazie - spianando così la strada all'amico di An Luigi Albore Mascia -, e lo farà per un sacco di buoni motivi: primo, perché questa mattina alle 10 arriva a Pescara il senatore Rocco Buttiglione, presidente del consiglio nazionale dell'Udc che alla sala De Cecco parla di "Impegno civico del cristiano per il bene comune". E Masci - che dell'Udc è coordinatore provinciale - sarà lì elegante composto e sorridente a dargli un caloroso benvenuto. Del resto, come potrebbe Masci giustificare all'elettorato a lui più vicino questo nuovo cambio di casacca dopo la tragicomica esperienza del 2003 quando passò armi e bagagli in Forza Italia per poi vedersi mollare da chi doveva sostenerlo? Ed ancora: se Masci è oggi corteggiatissimo perché è lui l'uomo, il candidato sindaco in grado di ricompattare il centrodestra come nessun altro, perché mai il Pdl dovrebbe stare lì a imporgli un'altra volta condizioni capestro? Sono queste le considerazioni che Masci ha fatto e detto discutendo ieri con i suoi fedelissimi ma senza cercare rotture: al contrario l'esponente dell'Udc ha cercato e continua a tentare di convincere Pastore e gli altri a non farsi condizionare da logiche partitiche ovvero da logiche nazionali: «Le amministrative non hanno nulla a che vedere con le politiche, noi siamo stati uniti per cinque anni in consiglio comunale a fronteggiare D'Alfonso e non dobbiamo commettere l'errore di dividerci proprio adesso che si ripropone lo scontro elettorale. Per me conta più d'ogni altra cosa l'unità nel centrodestra: non cerco paracadute, cioè candidature a camera o senato, esperienza che tra l'altro ho già vissuto nell'Udc». Vuole solo mandare a casa D'Alfonso, il buon Masci, senza dover per questo rimettere in gioco la sua dignità di politico. «Anche sulle mie scelte passate avrei molto da dire e da spiegare, non sono mai stato un cambia-casacca, il centro moderato è da sempre il mio riferimento». Ma in chiusura Masci ha detto anche, suo malgrado, di non voler essere a tutti i costi il candidato sindaco del centrodestra: «Sarò pronto a fare la mia parte sempre e comunque, il mio impegno sarà totale contro D'Alfonso e il centrosinistra». Un invito all'unità ma anche all'umiltà, alla riflessione. Ovvero un via libera a Luigi Albore Mascia. Salvo sorprese dell'ultima ora. |