Data: 27/02/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Caso Sangritana, svolta nell'inchiesta. La Procura ha chiesto al Gip il rinvio a giudizio per i cinque indagati

LANCIANO - Inchiesta chiusa sul caso Sangritana, con cinque indagati, che deve fare chiarezza su presunti reati di truffa ai danni dello Stato e falso per l'acquisto, nel 2002, di tre rami d'azienda della decotta società di trasporti Staf, compresi 25 autobus, molti vecchi, valutata 2 milioni e 950 mila euro, superiore al reale valore. Vicenda che ruota su un danno alla Sangritana, società di trasporti 100 % Regione Abruzzo, di quasi 500 mila euro. Il sostituto procuratore Mirvana Di Serio chiede ora al Gip il rinvio a giudizio per l'ex presidente Marino Ferretti, l'ex direttore Antonio Bianco, l'ing. Luigi Di Diego, e i commercialisti Danilo Di Florio e Massimo Battistella, periti esterni, incaricati dalla Sangritana di valutare il prezzo per acquisire la Staf. L'ex vertice aziendale, pur avvalendosi della facoltà di non rispondere, ha sempre respinto ogni responsabilità.

In attesa che il Gip fissi l'udienza preliminare, sono state rimesse in procura delle memorie difensive. Corposa, di 800 pagine, quella dei commercialisti Di Florio e Battistella, difesi dall'avv. Camillo La Morgia, i quali hanno persino chiesto al pm di essere di nuovo interrogati. Per loro contestazione presunta di false attestazioni sul lavoro svolto. «Va precisato - dicono Di Florio e Battistella - che non abbiamo dato nessun parere di congruità al prezzo d'acquisto che il Cda della Sangritina aveva già determinato. Quel prezzo noi l'abbiamo ridotto di circa 120 mila euro. Nella nostra perizia c'era anche la prescrizione, su un prezzo suscettibile, qualora le passività fossero maggiori rispetto agli importi da noi riscontrati. Tant'è che il terzo livello di prezzo, quello finale di acquisto, è di 2 milioni 141 mila euro. Il mandato conferitoci prevedeva espressamente di redigere la perizia in base agli elementi forniti dalla Sangritana su dati contabili e verifiche di bilanci certificati dagli organi ufficiali della Sangritana. Abbiamo svolto una perizia trasparente, leale e vera. La nostra memoria, rimarcano i noti commercialisti, porterà ad accertare la nostra estraneità ai fatti, grazie a documentazione da noi fornita e non esaminata dagli inquirenti, perché non in loro possesso». Ovvero non acquisiti dalla Finanza. La perizia fu redatta in 11 giorni, anche nei giorni di Natale e S. Stefano, con 20 unità dello studio Di Florio, di Casoli, il più grande della provincia.



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