Data: 01/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Bus lumaca, torna il malessere. Trasporti. Sindacati e amministrazione comunale di nuovo ai ferri corti. Si rischia lo sciopero

Gli autisti parlano di ritardi dopo gli accordi dal prefetto

CHIETI. La convocazione da parte del Comune, che fissa un incontro per la prossima settimana a palazzo d'Achille, è arrivata soltanto ieri pomeriggio. In netto ritardo rispetto a quanto pattuito per iscritto davanti al prefetto Vincenzo Greco il 29 gennaio scorso. I sindacati del trasporto pubblico cittadino e l'amministrazione comunale sono di nuovo ai ferri corti. Non è esclusa la proclamazione di un altro stato di agitazione o addirittura di una giornata di sciopero.
Le sigle Fit-Cisl, Ugl e Faisa Cisal a gennaio si erano rivolte al prefetto per allungare di circa dieci minuti i tempi di percorrenza delle linee 1 barrato e 3 barrato che servono una vasta area dello scalo. Troppo poca la mezz'ora in vigore per coprire tragitti che attraversano da un capo all'altro la vallata con alcune corse che arrivano a toccare Brecciarola e Manoppello scalo. Del problema lamentato dagli autisti erano stati informati i vertici della Panoramica, a loro volta piuttosto restii a rivedere le tabelle di marcia dei pullman nel timore di aumentare i costi del servizio. Così i sindacati avevano chiesto una mediazione al Comune, presente con l'assessore alla viabilità Luigi Febo, nel corso dell'incontro in prefettura. Alle promesse e alle strette di mano, però, non sono seguiti i fatti. «Non è vero. I tecnici comunali» ribatte Febo «hanno portato avanti una serie di studi per verificare le problematiche sofferte dalle linee 1 barrato e 3 barrato. Relazioneremo ai sindacati la prossima settimana. Farlo prima non è stato possibile». I rappresentanti sindacali preferiscono non parlare. Non hanno gradito il comportamento del Comune ma non vogliono gettare benzina sul fuoco. Intanto, i disagi continuano. Gli autisti che guidano l'1 e il 3 barrato sono costretti a turni di lavoro massacranti che si protraggono, a volte, per sei ore e mezza consecutive senza sosta. Le tabelle di marcia serrate, vecchie di venti anni, non lo permettono. Il traffico allo scalo, secondo una stima dei sindacati, è aumentato nell'ultimo decennio del 200 per cento, quindi urge una nuova organizzazione. Che deve prevedere una fermata al centro commerciale Megalò. Altro argomento finito sul tavolo del prefetto. Attualmente la gente, tra mille pericoli, raggiunge a piedi l'ipermercato sfidando il traffico di via Tirino.

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