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PESCARA. Tour de force per Luciano D'Alfonso, segretario regionale del partito democratico. Ieri sera a Roma in un vertice nazionale ha dovuto affrontare l'intricata situazione delle candidature abruzzesi. Lo scenario presentato da il Centro è stato confermato con alcuni ritocchi. Lamberto Quarta esponente di Alleanza Riformista, il movimento del presidente della Regione Ottaviano Del Turco, occuperà il terzo posto al senato. Al primo e al secondo posto ci saranno, il presidente del senato, Franco Marini e il senatore uscente Giovanni Legnini. Al quarto posto è indicata una donna, Anna Marcozzi, teramana, ginecologa, il suo nome è il frutto di un accordo tra gli assessori Marco verticelli e Tommaso Ginoble. Al quinto posto al senato il deputato uscente Giorgio D'Ambrosio. Alla Camera stesso giro con la variante che aprirà la lista una donna indicata da Roma. In corsa il ministro della Sanità, Livia Turco; Olga D'Antona, moglie del giuslavorista ucciso dalle BR; Rosa Calipari la moglie dell'ex 007 ucciso in Iraq durante la liberazione di una giornalista de il Manifesto; il ministro dello Sport, Giovanna Melandri. Le candidate da paracadutare in Abruzzo, qquindi, non mancano. Al secondo posto Giovanni Lolli, sottosegretario allo sport, al terzo Lanfranco Tenaglia responsabile giudistizia del Pd, al quarto un uomo, in pista il vice presidente della giunta regionale,Enrico Paolini in corsa anche due esponenti delle aree interne, quella Bindi con Bernardo Mazzocca, assessore alla sanità, e Moreno Di Pietrantonio, dell'area della sinistra interna. Al quinto una donna, Pina Fasciani deputato uscente. La composizione dei primi posti di Camera e Senato non scontenta la nomenclature dei due partiti fondatori del Pd, ossia i Ds e la Margherita, ma di società civile, di facce nuove c'è poco o quasi nulla. Il Partito democratico poi in questi giorni vive un altro problema, i vertici: da D'Alfonso a Del Turco, sono in difficoltà dovendo fare i conti con le inchieste giudiziarie avviate dalla Procura di Pescara. Una posizione non certo felice nè politicamente facile, ma per ora il partito si muove come se nulla fosse accaduto, segno che c'è una ampia fiducia verso D'Alfonso e Del Turco. Ieri, tuttavia, nel tam tam, delle indiscrezioni si è parlato di una presa di posizione netta e dura, da parte di Del Turco a favore di Quarta, tanto che nel Pd si sono affrettati a sottolineare che il segretario generale della presidenza della giunta, rimane in lista e in posti utili per essere eletto. Sul fronte del centrodestra, invece, procedono bene due candidature volute dal «basso», quella di Paolo Tancredi, teramano e consigliere regionale del Partito della Libertà, e quella di Nazario Pagano che nell'ambito della provincia di Pescara ottiene il sostegno di numerosi sindaci, ammnistratori, assessori dirigenti e militanti. Un successo personale, dal momento che dentro Forza Italia, nulla si muove senza che sia Roma a deciderlo. «I rappresentanti comunali della provincia di Pescara», si lege nel documento, «del partito del presidente Berlusconi e sindaci di centrod estra del territorio pescarese ritengono, proprio per la loro qualità di amministratori e militanti, di dovere esprimere la loro unanime convinzione, auspicandone la candidatura, a vedere il consigliere Pagano come la persona più idonea e capace a rappresentare le esigenze del territorio in seno al nuovo Parlamento». Gli elogi verso Pagano si sprecano: «elevate capacità tecniche e politiche, di assoluta e ferrea onestà», scrivono i sostenitori, «doti, queste, che quando risultano sussistere, rendono la persona per ciò solo eccezionale e degna dei più alti onori». Nella Sinistra-Arcobaleno si conferma alla Camera Maurizio Acerbo. Ieri Rifondazione ha ricordato che il Comitato politico nazionale ha confermato la «ricandidatura di Acerbo, votata ad amplissima maggioranza». |