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PESCARA. I bambini che spingono il pedalò alla testa dei manifestanti sono i più rumorosi. Il megafono amplifica i loro slogan buttati giù a memoria, come una cantilena. Un gioco che li esalta un po' in questa sfida da grandi, mentre dietro il corteo del "no" alla filovia cresce. Ci sono intere famiglie dirette nella vicina sede della Regione che si erano date appuntamento al raduno di villa Sabucchi e che ora marciano verso la meta. E sperano. Sperano che il filobus, la "metropolitana leggera di superficie", non passi mai sulla Strada parco adottata come un grande cortile condominiale tra le ville di lusso e i palazzoni che scorrono ai lati dell'ex tracciato ferroviario. Era una nuvola di polvere: da qualche anno è un parco di sette chilometri, il più grande della città, realizzato però con i soldi dello Stato. Non per farci giocare i bambini, ma per dare una alternativa ecologica al trasporto pubblico e privato, al traffico in entrata da Nord che soffoca la città. La doccia fredda arriva in coda alla lunga assemblea cittadina, nella sede della Regione di viale Bovio, dove sono assiepati trecento manifestanti. A gelare tutti è l'assessore regionale ai Trasporti Tommaso Ginoble, più realista del re quando ammette che l'appalto della filovia «non può essere fermato». Perché «le leggi non lo consentono. Anzi, ogni minuto che passa» spiega «si corre il rischio di dover pagare una penale sempre più alta alle ditte che hanno partecipato alla gara bandida dalla Gtm», la stazione appaltante della filovia che ha come unico azionista la Regione. L'assemblea si fa a questo punto rumorosa, qualcuno urla, altri fischiano. Ci sono molti politici che approfittano per intervenire, dal parlamentare di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo, al consigliere regionale della Margherita Maurizio Teodoro, alla segretaria provinciale dello Sdi (il partito del governatore Del Turco) Silvana Prosperi. Ma la gente è stanca di "comizi", il tempo è quasi scaduto e tutti si aspettano una parola risolutiva, qualcosa di più dei generici impegni verbali e scritti (anche sui manifesti) piovuti in tempi di campagne elettorali. E a questo proposito un segnale di chiarezza è chiesto proprio dall'assessore Ginoble quando passa il cerino nelle mani del sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso: «La Regione non può fare nulla per fermare l'appalto» ribadisce Ginoble «anche se per quattro mesi ho tentato invano di spostare la filovia sulla linea ferroviaria, cercando un accordo con la Rfi. Ci è stato spiegato che per realizzare questo progetto sarebbe stato necessario costruire un terzo binario. Impossibile. Ma è invece possibile un intervento dei due Comuni sui quali ricade il sedime della filovia». Ed ecco il punto: «Ho scritto ad entrambi i sindaci per chiedere cosa intendevano fare rispetto a questo problema, e ho ottenuto la risposta. Una molto chiara, l'altra un po' criptica». L'assessore ai Trasporti non fa nomi, ma la posizione del sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo, non è più un mistero per nessuno: un "no" secco alla filovia. Dunque è Luciano D'Alfonso che, a detta di Ginoble, dovrebbe assumere a questo punto una posizione chiara, definitiva, in merito ad una questione che divide ancora una volta il centrosinistra. Rifondazione comunista erà lì, con i suoi simboli, al raduno contro la filovia. Ma il presidente dell'associazione Strada parco, Mario Sorgentone, ha chiesto al segretario cittadino del Prc di riavvolgere le bandiere rosse: «Non vogliamo strumentalizzazioni politiche» ha spiegato con garbo l'ingegnere. E le bandiere sono state ripiegate. Anche se gli esponenti di Rifondazione non hanno fatto mancare il loro contributo alla manifestazione: «Il governo Prodi ha fermato un'opera centomila volte più costosa di questa, come il ponte sullo Stetto» ha tuonato l'assessore comunale del Prc Edoardo De Blasio, «non riusciamo a capire perché non si possa fermare il progetto della filovia». Qualcuno chiede: «Dove sono i Ds?». E Stefano Casciano, vice presidente diessino del quartiere 5, rivendica subito la sua presenza alla manifestazione: «Io sono qui». Ma è solo. Accanto a Ginoble c'è anche Lamberto Quarta, in qualità di portavoce del governatore Del Turco. La posizione della Regione resta però quella già espressa dall'assessore ai Trasporti. Oggi si replica, ma sarà il giorno del fronte del "sì" alla filovia con l'incontro organizzato dall'associazione "Sos inquinamento" dell'ematologo Glauco Torlontano. L' appuntamento è per le 11,30 nella sede dell'Assocommercio di via Ravenna. |