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Riduzione delle attività per la società mista che controlla le caldaie PESCARA. Troppo ridotto il campo d'azione di Provinciambiente spa: senza un rilancio e un ampliamento delle competenze della sociatà mista pubblico-privata, che si occupa di manutenzione e verifica di fumi e vapori delle caldaie domestiche e industriali, non è garantito il futuro occupazionale dei 25 dipendenti. Questo il contenuto dell'appello lanciato dalla Filcem Cgil alla Provincia, ente che detiene il 78% delle quote della società, con due componenti del consiglio di amministrazione su tre (il restante 22% è della Itagas). Il segretario regionale della Filcem, Stella Croce, insieme ai segretari provinciale, Renzo De Angelis, e generale, Nicola Primavera, del sindacato di categoria, e a Pietro Di Zenobio, della Rsa, si dicono allarmati per la situazione, ricordano che di recente non sono stati confermati i contratti a tempo determinato di tre precari, benché a dicembre fosse stata loro «assicurata la stabilizzazione» in Provinciambiente, ma soprattutto evidenziano «una progressiva riduzione dell'attività», già segnalata agli amministratori e consiglieri provinciali con una lettera del febbraio 2007 dai dipendenti. «La nuova legislazione produce una riduzione dell'attività», spiega Croce. «E' necessario che in tempi più che brevi e comunque certi, la classe politica si adoperi per promuovere un'integrazione di attività della società, almeno per mantenere l'attuale livello occupazionale». «Nella situazione attuale», aggiunge Primavera, «stando ai bilanci di previsione si rischia a breve di posizionarsi entro l'estate in uno stato di crisi finanziaria». Provinciambiente è operativa dal 2004 e «dopo 4 anni di attività», rileva De Angelis, «la fase di precarietà non è ancora superata. E' necessario un piano industriale per evitare la chiusura». «Si tratta di un'impresa di natura pubblica», ricorda Di Zenobio, «e dovrebbe essere d'esempio, applicando criteri di gestione di efficacia e professionalità. L'amministrazione provinciale se ne deve occupare». |