Data: 05/03/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Due ore fermi in aperta campagna. Un guasto al locomotore blocca il convoglio dopo tre chilometri: lo rimorchia un altro treno

Giulianova. I pendolari del "locale" delle 8 per Pescara rimasti prigionieri nei vagoni

GIULIANOVA - Per due ore fermi in aperta campagna e bloccati dentro ad uno dei treni che ormai dovrebbero andare in deposito ed invece continuano a fare la spola tra Sulmona, Pescara, Giulianova e Teramo. L'accaduto non farebbe notizia se stavolta il fatto non si fosse verificato sull'Adriatica e non sulla tratta Teramo-Giulianova, dove, si potrebbe dire, che gli accadimenti come questo o similari sono quasi all'ordine del giorno (si pensi alle auto che rimangono tra le sbarre o alle barriere mandate in pezzi da qualche camion, oppure ai treni che vengono cancellati e i viaggiatori che attendono ignari nelle stazioni, avvertiti solo all'ultimo minuto). Stavolta i protagonisti sono i pendolari del treno che era partito dalla stazione di Giulianova, proveniente da Teramo, poco dopo le 8 con destinazione Pescara e fine corsa a Sulmona. Ma pochi chilometri dopo la partenza da Giulianova, per la precisione a circa tre chilometri, il treno si fermava e "sul bilancio stava la locomotiva", come suggeriva con ben altra emozione ed atmosfera, una canzone di Francesco Guccini. Il macchinista cercava pių volte di rimettere in moto il "macinino" ma il locomotore non voleva saperne di ripartire per cui, telefonicamente, lo stesso macchinista comunicava l'accaduto all'Ufficio movimento della stazione di Giulianova, segnalando ufficialmente il guasto del locomotore. I viaggiatori, per lo pių studenti e impiegati, come dire "il popolo dei pendolari", rimanevano bloccati dentro ai vagoni perchč non si poteva scendere in quanto il convoglio era fermo in aperta campagna, praticamente "prigionieri". Vietato assolutamente azionare le porte e cosė anche loro, sfiduciati se non disperati, informavano parenti, datori o compagni di lavoro, della loro disavventura con il telefonino e restavano pazientemente in attesa. Un'attesa che si č protratta in pratica per due ore dal momento che, con il treno che bloccava in un certo qual senso l'Adriatica e con i treni che "facevano uso", sia verso nord che verso sud, dello stesso binario, i soccorsi (chiamiamoli cosė) si concretizzavano alle 9,50. Un locomotore, finalmente arrivato dalla stazione di Pescara, "agganciava" il treno rimasto in panne e se lo portava dietro fino alla stazione di Pescara, il tutto con il coordinamento del Servizio trasporto locale della stazione di Pescara e la sicura "protezione" della Polizia ferroviaria di Giulianova, che presidiava tutte le operazioni di aggancio e di ripartenza. Il treno ripartiva quando prmai si erano esaurite anche le rimostranze dei viaggiatori che riprendevano una volta giunti alla stazione di Pescara.

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