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Pescara fuori le mura. Pescara che guarda oltre se stessa e abbandona il campanile. Che sviluppa l'integrazione e annulla le distanze. È questa la città del futuro. Una comunità che nei servizi e nelle relazioni, nella logistica e nelle infrastrutture ha le sue chances di sviluppo di qui a vent'anni. È il messaggio che esce dalla sala consiliare del Comune gremita come uno stadio, per la presentazione del piano strategico. Con il sindaco Luciano D'Alfonso ci sono il presidente del Censis Giuseppe De Rita e il primo cittadino più amato d'Italia, Sergio Chiamparino che ha all'attivo la realizzazione di ben due piani strategici. Ed è la folla accorsa per ascoltare cosa bolle in pentola per il futuro della città, che regala uno straordinario colpo d'occhio al sindaco torinese. «Non discutiamo di Juventus e Torino - scherza Chiamparino - e vedere una tale partecipazione è un grande biglietto da visita della città di Pescara». Una città che il presidente del Censis mette subito sotto la lente d'ingrandimento. Partendo da una considerazione: che oggi c'è una sempre maggiore competizione tra i territori. E questo vale anche per una città piccola come Pescara che a differenza di Torino non è una metropoli ma un'area vasta. «La città di Torino - dice l'esperto - ha una sua linearità, mentre il capoluogo adriatico è al centro di un'area vasta. La sua è una storia di stratificazioni spesso confuse e che ne fanno una realtà composita. Ed è chiaro che se manca la logistica, l'area vasta diventa una periferia informe». Secondo De Rita la città che guarda al futuro è una città che sa sfruttare il suo interporto e le sue infrastrutture, che sa mettere in rete l'Abruzzo con altri territori. La relazionalità, insomma, come la definisce De Rita. «Il futuro della città - dice - si lega agli scambi con l'Adriatico all'asse col Tirreno, in quanto Pescara è nodo di una relazionalità ampia». Ma non basta. L'altra vocazione su cui puntare, secondo De Rita, sono i servizi: commercio, università, terziario avanzato, sanità e tempo libero. «Pescara - dice il numero uno del Censis -, è un polo erogatore di servizi avanzati che non possono più essere solo di tipo burocratico». Ma la Pescara dei prossimi anni deve puntare ad essere competitiva ed attrattiva sviluppando anche un ambiente sociale favorevole, sicuro e attento ai bisogni di tutti. «E' fondamentale la coesione sociale - è la ricetta di De Rita -: un'area vasta con infrastrutture, logistica, servizi deve essere attenta anche alla qualità della vita dei suoi cittadini e city users». Poi il sindaco Chiamparino parla della sua città che ha bisogno di reinventarsi continuamente, cita Sergio Marchionne, l'abruzzese che ha risollevato la Fiat, parla delle Olimpiadi invernali e dell'importanza di una programmazione adeguata per ogni grande evento. Ed è da queste parole che prende spunto D'Alfonso per annunciare il cambiamento cui siamo di fronte. Senza tralasciare gli handicap della città. «Pescara è nata da un'invalidità civile, priva cioè di uno spazio adeguato. Circa 33 chilometri quadrati di città sono come un letto a castello dove vivono 120mila persone e altre 100mila vengono a chiedere e ricevere servizi - dice -. Alla luce di questo, finora c'è stato un atteggiamento non adeguato, perché Pescara era l'ammasso territoriale contenuto solo dalle sue mura. Ora bisogna cambiare». E dopo aver snocciolato una serie di numeri, 16mila imprese attive sul territorio pescarese, 40mila studenti, 46mila occupati, D'Alfonso avanza la sua ricetta contenuta nel piano strategico. «Possiamo favorire l'insediamento solo alleandoci con i Comuni limitrofi. E poi ci sono le infrastrutture. Il porto sta ripartendo, l'aeroporto ha preso la patente, dobbiamo sfruttare l'interporto e l'agroalimentare e i rapporti con Spalato per candidarci come caselli delle autostrade del mare». E poi per concludere un annuncio elettorale: «Ogni euro che investiremo dal 14 aprile in poi - dice - dovrà rispondere ad una domanda: quanto serve? Con questo spirito - si rivolge infine ai presenti - vi chiedo di sostenere quest'attività innovativa». Per una città che vuole finalmente pensare in grande. |