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IL FATTO È un velivolo dell'aeroclub PESCARA. Sei mezzi dei vigili del fuoco del distaccamento aeroportuale impegnati, 53.900 litri d'acqua pronti allo spegnimento di un eventuale incendio, personale della Saga mobilitato. Allarme ieri mattina, alle 12.18, all'aeroporto d'Abruzzo per un piccolo Piper finito fuori pista al momento del decollo. A causa di un problema tecnico, il velivolo, un PA-28 di proprietà dell'aeroclub «Breda», è finito nella fascia di sicurezza tra la pista e l'asse attrezzato. A bordo dell'aereo si trovava un avvocato pescarese, E. B., un allievo pilota piuttosto esperto che, nonostante la velocità, che il quel momento raggiungeva i 100 km orari, è riuscito a governare il velivolo, bloccandolo prima che si staccasse da terra, ed è rimasto illeso. A causare il fuori pista, secondo i primi rilievi, sarebbe stato il blocco di una ruota: al momento del decollo, infatti, gli aerei a elica tendono ad andare a sinistra ed è necessario correggere la direzione. Una manovra che ieri, a causa del guasto, il pilota non è riuscito a fare. I vigili del fuoco si sono disposti a semicerchio attorno al velivolo per gestire meglio eventuali incendi, quindi hanno staccato la batteria e chiuso il rubinetto del carburante. Danneggiato il mezzo, l'unico in questo momento utilizzato dall'aeroclub, che ha riportato lesioni all'elica e al carrello anteriore. L'Enac avvierà ora, com'è prassi, una inchiesta per accertare le cause dell'incidente. Nonostante la pista sia rimasta bloccata fino alle 15, la Saga ha sottolineato che i voli di linea hanno funzionato regolamente (l'aereo della Ryanair in arrivo da Francoforte alle 15.10 è atterrato senza problemi), mentre qualche ritardo hanno dovuto sopportare i piccoli aerei da turismo che si erano alzati in volo e che hanno dovuto aspettare che la pista fosse liberata. |