Data: 10/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
La Spagna prolunga di 4 anni l'era Zapatero. Crescono Psoe (+5 deputati) e Pp di Rajoy (+6). Battuti i partiti nazionalisti

MADRID. La Spagna prolunga di quattro anni l'era Zapatero: il premier socialista ha vinto le elezioni politiche, senza riuscire però a conquistare la maggioranza assoluta in parlamento che alcuni exit poll, subito dopo la chiusura dei seggi, indicavano come possibile. Il Psoe arriva primo con 169 deputati su 350 (43,72%), contro 154 al Partito Popolare (40,13%) dopo lo spoglio del 96,57% delle schede. L'effetto Eta, dopo l'assassinio venerdì del socialista basco Isaias Carrasco, sembra avere contribuito al successo del Psoe di Zapatero spingendo gli spagnoli al voto. L'affluenza è stata alta, attorno al 75%, sui livelli record delle precedenti politiche, che si erano svolte nel marzo 2004 all'indomani delle stragi dei treni di Madrid firmate da Al Qaida.
Ma mentre Zapatero ha vinto, Mariano Rajoy non ha perso del tutto. Il Pp cresce di 6 deputati, da 148 a 154 seggi, mentre i socialisti passano da 164 a 169, a scapito dei piccoli partiti rappresentati in Parlamento.
«Governerò per tutti, ma soprattutto per coloro che non hanno tutto» e «per far diventare realtà le aspirazioni delle donne» dei giovani e degli anziani, ha detto Zapatero ai militanti in festa davanti alla sede madrileno del Psoe, a calle Ferraz. Il premier ha parlato di una vittoria chiara e ha promesso di governare «con mano ferma ma tesa» verso gli altri.
Il nuovo Congreso de los Diputados di Madrid esce dalle urne ancora più bipolare. Insieme i due grandi ottengono quasi il 90% dei seggi. Fra i piccoli, non perdono solo i nazionalisti catalani di Convergencia i Union, che con 10 deputati si confermano la terza forza del Paese, e i nazionalisti galiziani del Bng, che rimangono a quota due. Crolla la sinistra indipendentista catalana dell'Erc (da 8 a 3 seggi), che paga il sostegno a Zapatero negli ultimi 4 anni, e perdono un seggio i nazionalisti moderati baschi del Pnv, da 7 a 6. Esce quasi dimezzata la coalizione arcobaleno di Izquierda Unida, da 5 a 3 deputati, schiacciata dallo scontro fra i due grandi, mentre approda in parlamento con un deputato il nuovo partito UPyD creato dalla dissidente socialista Rosa Diez. Il leader di Iu Gaspar Llamazares ha annunciato le dimissioni. I primi exit-poll delle Tv, subito dopo la chiusura delle urne, avevano prospettato risultati ancora migliori per i socialisti, facendo balenare una possibile maggioranza assoluta alla camera, oltre i 176 seggi. Ma lo spoglio delle schede col passare della serata ha ridimensionato le speranze dei militanti del Psoe, assiepati in calle Ferraz.
In un primo tempo il Pp ha messo in dubbio il risultato degli exit poll, ma l'illusione della rimonta è rapidamente svanita. Verso le 23 il Pp si è congratulato con i rivali socialisti per la vittoria, e Rajoy ha telefonato a Zapatero.
Ora si apre una fase di intense trattative fra i partiti e al loro interno. Il parlamento si riunirà all'inizio di aprile, e nei giorni successivi re Juan Carlos dovrebbe incaricare Zapatero di formare il nuovo governo. Nel frattempo il Psoe dovrà individuare i partner di governo, fra i piccoli, con i quali costruire una maggioranza in parlamento. Una operazione delicata in quanto i partiti (Iu, Erc, Pnv) che l'hanno appoggiato nell'ultima legislatura escono ridimensionati. L'alternativa più stabile sarebbe quella di un accordo con Cyu, che garantirebbe la maggioranza assoluta alla Camera, ma i catalani chiederanno con ogni probabilità ulteriori forti concessioni sullo statuto della regione autonoma. Il prezzo di una alleanza con Cyu potrebbe anche essere la caduta dell'attuale governo regionale, a guida socialista, con Erc. Josep Duran y Lleida, leader di Cyu, ha affermato che «sta a Zapatero decidere se vuole governare mendicando voti» o se vuole raggiungere un accordo di legislatura.
La nuova legislatura dovrebbe iniziare in un clima di minore tensione fra i due grandi, rispetto alla precedente, segnata dallo scontro durissimo innescato dal tentativo di negoziato di Zapatero con l'Eta, poi fallito. L'assassinio di Carrasco ha visto Psoe e Pp prendere decisioni comuni. Ma nel Pp potrebbe aprirsi una guerra per la successione a Rajoy.

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