Data: 12/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Popoli. Una stazione nell'abbandono. Biglietteria rotta e degrado. La protesta dei pendolari

POPOLI. Stazione fatiscente e degradata, senza alcuna sorveglianza diurna e notturna. Biglietteria automatica fuori uso, obliteratrice rotta, treni soppressi, puntualità e pulizia delle vetture ben al di sotto dei normali standard. Tanti sono gli indici negativi che si ritrovano frequentando le stazioni ferroviarie di Popoli-Vittorito e di molti altri centri della Val Pescara e della Valle Peligna.
I pendolari, stanchi di dover affrontare ogni giorno mille problemi e dover raggiungere i posti di studio o di lavoro tra mille peripezie, dicono basta e chiedono un forte intervento. «Ogni mattina per andare a lavoro è una vera e propria corsa agli ostacoli», afferma una giovane popolese, impiegata in una cooperativa pescarese. «Invece di progredire andiamo indietro. Si parla tanto di progresso e di alta velocità ma i nostri treni arrivano sempre più in ritardo. Molte corse, come la prima del mattino e l'ultima della sera sono state soppresse e alcune stazioni abbandonate, come quelle di Tocco da Casauria e Piano D'Orta, dove non sale mai nessuno, sono state riattivate senza motivo. Con il risultato che, per raggiungere Pescara, il treno in partenza da Popoli impiega più di un'ora. Senza considerare che già per reperire il biglietto ferroviario e per riuscire a vidimarlo è uno stress insopportabile».
L'unico rivenditore di biglietti è infatti un'edicola-cartolibreria situata nel centro cittadino. La biglietteria automatica della stazione popolese è fuori uso da diversi anni e l'obliteratrice, riparata più volte, viene periodicamente messa fuori uso dai vandali. Gli stessi si divertono a esprimere la propria arte sui muri della stazione, soprattutto su quelli da poco rintinteggiati e messi a nuovo dalle Ferrovie.
«Paghiamo quasi 60 euro al mese per il nostro abbonamento ferroviario», aggiunge una studentessa che frequenta l'Università "Gabriele d'Annunzio" a Pescara «e ci piacerebbe in cambio ricevere un minimo di servizio. La manutenzione delle vetture è pari a zero. Sono tuttora in esercizio carrozze degli anni '70 senza comfort né riscaldamento. Patiamo freddo e gelo nei mesi invernali e soffochiamo in quelli estivi. Senza parlare dei ritardi invernali causati da vetture nuove, come i Minuetto che, a causa delle forti gelate, non riescono proprio a partire».
«Ci hanno detto che con grandi sforzi economici sono stati installati nuovi binari e scambi ferroviari, per permettere ai treni di viaggiare a maggiore velocità», sostiene Emilia Zaino, corsista e impiegata popolese «eppure i treni vanno sempre più piano. Inoltre i semafori rossi e le coincidenze vengono gestite male dagli operatori, che fanno sostare i treni anche due volte in un breve tratto».
Un altro problema sollevato dai pendolari è quello della mancanza di sorveglianza e dunque di sicurezza, nelle stazioni ferroviarie. «Basterebbe installare alcune telecamere per la videosorveglianza anche notturna», conclude la studentessa popolese «così da intimorire i delinquenti e magari riuscire a denunciarli, evitando le continue manomissioni a strumenti indispensabili come biglietteria e obliteratrice».

«Troppa attesa al passaggio a livello»

POPOLI. Oltre alle problematiche dei pendolari in stazione, i popolesi criticano la gestione del passaggio a livello di via Saffi. Situato nella zona di congiunzione tra la parte bassa del centro cittadino con quella alta dove si trovano l'ospedale civile e le terme, il passaggio a livello viene sollevato a comando dalla sede pescarese attraverso un sistema automatizzato, presentando spesso lunghi tempi di attesa. «Le sbarre spesso restano chiuse per più di venti munuti a ogni passaggio del treno», afferma il capogruppo di minoranza Mario Lattanzio «creando numerosi disagi ai pedoni, alle vetture in attesa in file estenuanti e ai residenti che vedono le proprie case riempirsi dei fumi delle vetture».

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