Data: 12/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Banchine del porto ancora vietate alle navi. Per il dragaggio niente fondi: solo una proroga per lo smaltimento dei fanghi

PESCARA. Pasqua senza collegamenti marittimi con la Croazia e banchine commerciali ancora vietate alle navi con un pescaggio superiore ai 4,30 metri, per via dell'ordinanza emessa dalla Direzione marittima a causa dei bassi fondali. Non si muove foglia nel porto che ambisce a diventare il casello dell'Adriatico, il ponte ideale di collegamento tra la vecchia e la nuova Europa.
Allarmi lanciati dagli operatori economici, vertici in prefettura, hanno ottenuto un solo risultato nelle ultime settimane: il governo ha concesso una proroga di ulteriori 90 giorni per lo smaltimento a mare dei fanghi che saranno recuperati dall'intervento di dragaggio. Sarebbe già tanto se ci fossero i soldi e i mezzi sufficienti per una adeguata operazione di pulizia dei fondali, in grado di scongiurare incidenti come quelli che si sono verificati nei mesi scorsi: due petroliere incagliate in prossimità del porto nel giro di pochi giorni. E invece siamo fermi al residuo di finanziamenti erogati dalla Regione nel bilancio del 2006 e affidati al Consorzio Asi, che consentiranno il dragaggio di appena 20mila cubi di materiale contro gli 80mila necessari per fare dormire sonni tranquilli al porto di Pescara e ai suoi operatori. Nel bilancio successivo della Regione, per gli anni 2007 e 2008, la giunta Del Turco non ha previsto alcun finanziamento per lo scalo marittimo del capoluogo adriatico. Questo, nonostante la recente proroga del governo per lo smaltimento dei fanghi a mare autorizzi il prelievo di 35 tonnellate di metri cubi dai fondali del porto di Pescara, a fronte dei 20mila finanziati. Così, anche se in tempi record venissero dragati i 20mila metri cubi già previsti attraverso il Consorzio Asi, questo potrebbe non bastare per salvare la prossima stagione turistica. La Ivan Zajc (ex Tiziano), della compagnia di bandiera croata Jadrolinija, riprenderà i collegamenti tra Spalato e Pescara il 3 giugno prossimo. Ma prima gli armatori dirempettai vorrano vederci chiaro. Anzi, vorrano vederci «sotto». Più o meno nello stesso periodo, anche il catamarano veloce della Snav dovrebbe riprendere i collegamenti estivi fra le due sponde. Ma al momento non se ne sa ancora nulla.
Il fatto, secondo gli esperti, è che per 20mila metri cubi di materiale che saranno dragati da qui alle prossime settimane, ne arriveranno altrettanti, se non di più, quando le abbondanti nevicate dell'inverno si scioglieranno trascinando a valle di tutto e trasformando il fiume Pescara in una specie di torrente in piena che finirà col depositare alla sua foce, e in prossimità delle banchine, una quantità enormi di tronchi e di detriti di ogni genere.

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