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PESCARA. «Salvare le risorse per realizzare un collegamento innovativo di trasporto collettivo al servizio dell'area metropolitana senza compromettere il bene pubblico della strada parco». Filovia e passeggiata insieme è la soluzione di Luciano D'Alfonso per il destino di via Castellammare meglio nota come strada parco. Chiamato in causa dall'assessore regionale Tommaso Ginoble che lo ha accusato di essere stato «criptico», D'Alfonso tira fuori le lettere. Le tre note portano la data del 31 maggio 2005, del 6 marzo 2006 e del 10 giugno 2006. Spedite a tutti gli attori della vicenda (Regione, Gtm, Provincia e Comune di Montesilvano) le lettere evidenziano la posizione di D'Alfonso che vuole salvare filobus e strada pedonale, facendoli convivere l'uno accanto all'altra. «Occorre», sostiene il sindaco, «il rispetto rigoroso delle prescrizioni del bando che prevedono un sistema innovativo ed ecocompatibile, così da non compromettere irrimediabilmente l'utilizzo della strada parco da parte delle famiglie. Quindi nessun palo, nessuna installazione ingombrante, nessun elemento che determini impatto visivo, estetico e ambientale». Insomma, un intervento poco invasivo che permetta a un mezzo di passare sulla strada della discordia e contemporaneamente di salvaguardare «l'utilizzo della lunga piazza lineare che unisce Pescara e Montesilvano da parte dei cittadini e delle loro famiglie, soprattutto nel fine settimana». L'impatto ambientale era una premura espressa anche nella lettera del marzo 2006. «La fruibilità dell'ex tracciato ferroviario deve essere conservata in capo alle famiglie e alla cittadinanza tutta per la migliore organizzazione del proprio tempo libero e per finalità di aggregazione sociale, in particolar modo nelle giornate di sabato e domenica nelle quali la richiesta di mobilità per esigenze di spostamenti lavorativi si riduce drasticamente rispetto al resto della settimana». Cioè, sabato e domenica niente filobus. «La filovia si deve fare». È quanto ha ribadito ieri il presidente dell'associazione «Sos inquinamento», l'ematologo Glauco Torlontano, il quale ha sottolineato come «la strada parco non è il cortile di qualcuno», ma che a beneficiarne deve essere l'intera collettività pescarese, «soffocata dal traffico e a rischio malattie». Torlontano, a nome anche di altre 6 associazioni, ha sottolineato l'esigenza di dare vita a un sistema di trasporto ad alta tecnologia, con l'impiego degli ex tracciati ferroviari, trasformati in corridoi verdi, da utilizzare soprattutto nei giorni feriali quando il traffico cittadino raggiunge livelli record. Una soluzione che, a suo dire, può conciliarsi anche con le aspirazioni dei residenti che potrebbero utilizzare la via, il sabato e la domenica, per uso pedonale e ciclistico. |