Data: 14/03/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Regione, via al rimpasto. Quarta studia le regole. Verifica sull'operato degli assessori

PESCARA - Era nell'aria, certo. Solo che un mese fa a mollare la presa dovevano essere Mazzocca o Paolini, adesso è Ginoble, con quello che comporta. E intanto Ottaviano Del Turco la sua delega se l'è messa in tasca, un interim strategico, poi si vedrà: contropiede simbolico, significa che a decidere sarà lui e i partiti sono avvertiti, meno becco ci mettono e meglio è. I partiti? Meglio dire il partito cioè il Pd, perchè adesso col passaggio di Srour e il ritorno di Caramanico, di coalizione c'è rimasto ben poco e la giunta regionale sembra tornata ai tempi dei monocolori scudocrociati, solo che di scudo e di crociato non c'è proprio nulla. Insomma il rimpasto è alle porte, tempo un mese ma poi, subito dopo le elezioni, si apriranno le danze. Lui, Lamberto Quarta che ai tempi dell'insediamento di Odt coniò il famoso manuale Quartelli sub derivato del Cencelli, con tanto di quote e incarichi divisi in fascia A e in fascia B perchè insomma ci sono presidenze e presidenze e una Fira non vale certo come un'Ater, dovrà rimettersi all'opera: «Più che del riequilibrio cromatico, il rimpasto dovrà tener conto degli equilibri politici che scaturiranno dalle elezioni politiche, di quanti deputati e senatori saranno eletti e a quali anime e territori appartengono». Insomma non è tanto il monocolore Pd a preoccupare il segretario generale, perchè tanto anche l'Idv fatalmente confluirà nel partito di Veltroni, ma altri complicati equlibri. «Il rimpasto sarà un'occasione per far girare le bocce, per una verifica di metà legislatura, per completare il ciclo delle riforme, per fare un bilancio di quello che è stato fatto e di quello che non è stato fatto. Si potrebbe pensare a un rimescolamento delle deleghe o anche a un'operazione più invasiva». Che significa elenco dei promossi e dei bocciati, anche se Quarta non lo ammetterebbe mai. Leggere e interpretare: «La sanità in due anni ha quasi completato il suo ciclo di rigenerazione così come è stata fatta la riforma del commercio», dice il segretario. Quindi promossi Mazzocca e Bianchi, che finiscono nell'elenco dei bravi: di quanti cioè possono essere riconfermati o trasferiti ad altro incarico, arma a doppissimo taglio. Ma operazione più invasiva significa anche un rimpasto d'urto: con assessori che vengono messi alla porta, «trasferiti ad altri incarichi», ammorbidisce Quarta, e quindi new entry nel nuovo veltronian style. A preparare la valigia potrebbero essere, con l'aria che tira, Caramanico nonostante il recente pentimento, e lo stesso Paolini, anche se una parte dei Ds spinge anche per D'Amico. E se l'Italia dei Valori dopo la scelta dipietrista è pronta a rientrare in maggioranza, (una delegazione andrà a incontrare Odt subito dopo le elezioni), il segretario Alfonso Mascitelli è determinato a porre il problema di una presenza in giunta, «senza forzare troppo anche perchè non vogliamo che si strumentalizzi la posizione assunta nei mesi passati», insomma non è stato e non sarà un do ut des, anche se adesso l'Idv con l'ingresso di Di Stanislao conta tre consiglieri, che non è poco.
E di conti Lamberto Quarta se ne dovrà fare tanti, anche perchè la maggioranza potrebbe perdere due consiglieri: Antonio Verini passato con Dini e Liberato Aceto che strizza l'occhio ai centristi. Mentre da parte Ds c'è una forte pressione per far entrare in giunta Donato Di Matteo, il più votato nel centrosinistra. «Di Matteo? Certo - dice Quarta - se pensiamo a un riequilibrio territoriale per Pescara, è un conto. Ma se dovessimo decidere per una semplice staffetta con Ginoble, dovremo tener presente che un esponente della Margherita, che conta due soli assessori in giunta e che a suo tempo si ritenne già penalizzata, non può subentrare un diessino». Siluro? Forse, tanto che nel Pd circola già la battuta: «Anche Di Matteo è candidato: alla fregatura».

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