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MONTESILVANO. «Se la gara d'appalto della filovia andrà avanti e sarà espletata, attueremo, se necessario, sul nostro territorio, iniziative anche clamorose, come avevo preannunciato». Questa la reazione del sindaco Enzo Cantagallo alla posizione della giunta regionale che sulla filovia sulla strada parco ha ribadito che il progetto va avanti. «Nella lettera che ho inviato alla giunta regionale e alla Gtm il 7 marzo scorso ho chiesto, in sostanza, di rimodulare e conservare il finanziamento per la filovia e di integrarlo con una somma aggiuntiva, in maniera tale da poter realizzare un progetto alternativo, sospendendo nel contempo la gara di appalto della filovia», spiega il sindaco di Montesilvano. «Questa richiesta era stata concordata il 5 marzo nella riunione tra il sottoscritto e il sindaco di Pescara D'Alfonso con il presidente Del Turco. Però non c'è mai stata una risposta. La mia lettera si conclude dicendo che se la richiesta fosse stata disattesa sarei stato costretto a tutelarmi come Comune in ogni sede e con qualsiasi atto. Perché sono contro la filovia e a favore dell'uso della strada parco per pedoni e ciclisti? Il punto nodale», afferma ancora il sindaco Cantagallo, «è che la filovia con le rotaie o con i fili dividerebbe in due il cuore della città, e noi saremmo ricordati fra 20 anni come coloro che si sono resi responsabili di aver diviso la città con una barriera». Intanto sulla vicenda interviene con una nota Massimo Di Giovanni, responsabile della Cgil di Montesilvano, che parla come elettore dell'Unione e propone un referendum per dirimere la controversia. «Vista la diatriba in atto si potrebbe far ricorso a uno strumento semplice, efficace, equo e democratico come il referendum. E dopo, solo dopo, la politica con la P maiuscola potrà dire di aver fatto il suo dovere e, quindi, avere poi il diritto di scegliere la destinazione di quell'area». |