Data: 15/03/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Pescara merita un D'Alfonso bis»Il sindaco di Firenze Domenici sorpreso dall'entusiasmo del Massimo: sei il sindaco più popolare d'Italia.

La corsa elettorale. L'emozione del giovane Alessandrini e gli scenari internazionali disegnati da Matvejevic

Gli occhi pieni d'emozione del ragazzo che scopre il fascino della politica e gli occhi pieni di speranza di chi nella vita ha già camminato molto. C'era emozione negli occhi del giovane neo candidato Marco Alessandrini, «è un'esperienza incredibile, sono gasatissimo». C'era speranza nella voce e nello sguardo di Predrag Matvejevic. Ma soprattutto c'era fiducia nelle parole di Leonardo Domenici. Fiducia nel cambiamento che il Pd di Veltroni può determinare nel paese Italia e fiducia in quel che Luciano D'Alfonso potrà fare, di più e di meglio, nei cinque anni da sindaco-bis che lui spera possano cominciare il 15 aprile.
Per raccontare di quanto è stato fatto e di quanto ancora c'è da fare nella città veloce, D'Alfonso - "il sindaco che le cose le fa" diceva lo slogan sul maxi poster - ha regalato un cinema Massimo gremito agli occhi un po' sorpresi del sindaco di Firenze e presidente Anci, Domenici, e ad uno dei massimi esperti in tema di Mediterraneo, il professor Matvejevic, padre russo e di mamma croata, che da noi ha rivelato di aver trovato una seconda Patria.
Per un paio d'ore la sala del Massimo è stata come una macchina del tempo e dello spazio. Straordinario Matvejevic nel disegnare scenari sullo scacchiere internazionale che incideranno sui commerci, sull'economia e sulla politica: «Le rivoluzioni cominciano sempre a est, a oriente sono nate le tre più grandi religioni monoteistiche, la via della Seta tornerà ad essere strada maestra per il cambiamento: ci attendono grandi sfide». Poi c'è il microcosmo pescarese di via De Blasiis con le sue buche, le sue pozzanghere e le sacrosante proteste dei residenti, come dice D'Alfonso attento finanche alla particella infinitesimale della città.
In prima fila applausi da Lolli e dalla Fasciani, da Marcotullio e Cipollone (Fater). C'era anche Spallone, che non ha dubbi: «Luciano ha calore umano e grandi doti, non ha bisogno di ospiti illustri per vincere la sua battaglia». D'Alfonso ha illustrato la Fase 2 per la Pescara dei prossimi cinque anni: «La città ha bisogno di scommettere e di investire sulle grandi infrastrutture», ha detto. Per questo al suo fianco ha voluto ieri Pino De Dominicis, presidente della provincia e capolista del Pd al Comune: «Più rotaie per treni e tram, più bici e più passeggiate mano nella mano» dirà D'Alfonso. «Ma anche più tangenziale e asse attrezzato fino al porto e fin dentro l'area di risulta, per non ingolfare e soffocare strade come via Marconi o viale d'Annunzio o corso Vittorio». Ma la città di D'Alfonso non ha confini e non ha mura di cinta, «perché lo sviluppo di Pescara coinvolge il suo territorio, l'entroterra, i paesi vicini, si fonda sul porto e sull'aeroporto cresciuto grazie all'appoggio e alla spinta dell'alleato Verino Caldarelli, bravissimo sindaco di San Giovanni Teatino che saluto e ringrazio» ha gridato al microfono D'Alfonso non prima d'aver snocciolato i 50 chilometri di fogne e i 400 interventi realizzati, ma anche sottolineando le 900 domande di chi a Pescara chiede aiuto per una casa. L'ultima chicca è l'accordo in progress con i centri commerciali, «un euro per ogni tot incassati finirà nelle casse pubbliche».
Un ciclone il D'Alfonso visto ieri, carico di una passione per la quale ha meritato i complimenti sinceri di Leonardo Domenici: «Ho capito perché è uno dei, anzi è il sindaco più popolare d'Italia» ha detto strappando un applauso fragoroso. «In un'epoca in cui il Paese vive una crisi di instabilità e incapacità decisionale le città devono tornare ad essere volano per lo sviluppo - ha concluso il sindaco di Firenze -. D'Alfonso deve quindi completare il suo lavoro e potrà e dovrà farlo col vostro appoggio». Applausi sulle note di Jovanotti che canta "Mi fido di te".

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