Data: 11/06/2006
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
«La filovia s'ha da fare» Il «sì» di D'Alfonso. Si risolverebbe il problema della mobilità e dell'inquinamento.

Quindici associazioni contro il Comitato che vuole la strada parco a uso pedonale e ciclabile

Al comitato che si batte perchè la cosiddetta strada parco rimanga a uso esclusivamente pedonabile e ciclabile, rispondono compatte ben quindici associazioni che invece chiedono che sull'arteria, sorta lungo l'ex tracciato ferroviario tra Pescara e Montesilvano, venga realizzato un sistema di trasporto rapido, di massa e non inquinante, impropriamente chiamato filovia. È la risposta massiccia di tanta parte della città contro quella che è considerata una minoranza, per lo più composta da cittadini che risiedono lungo la strada parco. Ieri mattina i fautori della "filovia" si sono riuniti presso la sede di "Sos inquinamento", l'associazione presieduta dall'illustre ematologo Glauco Torlontano, consigliere comunale, che da anni si batte perchè vengano risolti effettivamente i problremi della mobilità e dell'inquinamento. Quest'ultimo ha raggiunto livelli elevatissimi per il crescente numero di auto (oltre centomila) che quotidianamante entrano a Pescara soprattutto per motivi di lavoro e di commercio. Presenti all'incontro di ieri i rappresentanti, oltre che di varie associazioni, anche di parecchi comitati nati spontaneamente in zone (Corso Vittorio, via Bovio, via Raffaello, Lungomare Matteotti, solo per citarne alcuni) dove il traffico caotico crea problemi di salute e di stress. In sintesi, non si può accettare che un'arteria, nata per la mobilità, diventi giardino privato per pochi priviligiati mentre altrove l'aria è sempre appestata dagli scarichi delle auto, imbrigliate in perenni ingorghi. L'incontro dieri è servito anche per smentitre certe affermazioni del Comitato per la strada parco. Non si tratta di un solo lotto isolato (Montesivano-Pescara), ma di cinque tratti in prosecuzione sino a Francavilla al Mare e verso l'aeroporto e Chieti Scalo. Ribadita nel corso dell'incontro di ieri l'impossibilità di trasferire ad altra destinazione i 31 milioni di euro stanziati dallo Stato per la filovia, come invece sostengono gli aderenti al comitato per la strada parco. Quei soldi sono infatti solo la prima tranche di un investimento complessivo finalizzato a cambiare radicalmente il sistema della mobilità. Il prof. Torlontano ha parlato anche dei parcheggi di scambio che devono sorgere alla periferia nei luoghi di accesso alla città per evitare appunto che nigliaia di auto si riversino nel capoluogo. Altrimenti tra qualche anno sarà la paralisi assoluta. «A parte quel 60% di pendolariri per lavoro, obbligati a subire percorsi di ingresso e di uscita dalla città estremamente disagevoli - ha specificato il prof. Torlontano - il 30 per cento che arriva invece in città per acquisti, dati i disagi, potrebbe essere indotto a evitare il centro cittadino preferendo gli ipermercati». Quindi sì a una mobilità sostenibile anche per motivi economici. Intanto il sindaco D'Alfonso ha reso note le lettere a suo tempo inviate al presidente della Regione. Da esse si evince che il primo cittadino ha detto sì alla filovia, ribadendo però la necessità che si utilizzi un sistema a basso impatto ambientale.

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