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Dalla crisi dei partiti tradizionali a livello nazionale, alla leadership diretta e diffusa sul piano locale. Le novità di questa tornata elettorale sono queste. I numeri delle città abruzzesi che vanno al voto, Pescara, Sulmona e Francavilla dicono che sono in calo le liste elettorali, ma aumentano, anzi, raddoppiano i candidati sindaco. E' il segnale che caratterizza le elezioni comunali del 2008. Ieri sono state presentate le liste per le elezioni munipali. Ed emerge con la forza dei numeri questa lievitazione del numero dei candidati sindaci. A Pescara sono 11 i cittadini che aspirano alla fascia tricolore. Erano sei cinque anni fa. A Sulmona oggi sono sei. Il doppio rispetto a tre anni fa. A Francavilla quattro, rispetto ai tre di cinque anni fa. Questi numeri cosa dicono, che la crisi dei partiti, nati dalla tradizione culturale e politica italiana, a livello di comuni sta lasciando spazio alla leaderschip diretta. Con esponenti politici locali, che interpretano la perdita di attrazione delle formazioni politiche tradizionali, puntando a dare una risposta individuale e diretta alla domanda di soluzioni che arriva dai cittadini. A livello di municipi è questo il frutto della nuova stagione politica. In qualche modo è la conseguenza su base locale dello sconvolgimento registrato a livello nazionale. Dove, la risposta all'antipolitica è arrivata con l'aggregazione dei partiti. Ha cominciato il Pd, che ha messo insieme, in un solo partito, Ds e Margherita oltre che a pezzi della galassia socialista. Poi, sull'onta delle elezioni anticipate è nato il Pdl, sotto le cui insegne si sono riuniti Forza Italia e An. Anche la sinistra radicale italiana si presenta con un solo simbolo, quello de L'Arcobaleno. Mandando in soffitta la storica falce e martello. Lo sconvolgimento nazionale è tale che 13 e 14 aprile sulle liste elettorali per Camera e Senato, salvo quello dell'Udc, i simboli dei principali schieramenti che gli elettori troveranno sulle schede sono tutti nuovi. Non era mai accaduto un cambio così radicale in così poco tempo, neanche dopo Tangentopoli. |