Data: 17/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Gelo sul sì di Alitalia ad Air France. Domani l'incontro con i sindacati tenuti all'oscuro del piano

Offerta d'acquisto del 100 per cento Un consigliere italiano nel colosso Formigoni: davvero compreranno?

ROMA. L'offerta di Air France-Klm per l'acquisto di Alitalia - accettata dal cda della compagnia di bandiera - lascia l'amaro in bocca ai sidnacati: non solo per i contenuti, con quei 1.600 esuberi, quanto per il silenzio sulle trattative. A giudizio dei vertici di Cgil, Cisl e Uil, l'Esecutivo ha colpevolmente lasciato le tre realtà sindacali all'oscuro dei progetti delle due compagnie aeree mettendole, di fatto, «con le spalle al muro» e costringendole a presentarsi «nude» nelle trattative con il colosso dei cieli transalpino.
Quanto sta accadendo - attacca il leader della Cgil - non si è mai visto in nessuna trattativa per cessione d'azienda»: così «si finisce col mettere il sindacato, che è all'oscuro di tutto, con le spalle al muro e il Paese nella stessa condizione», in attesa di un faccia a faccia - domani - in cui «il sindacato non si sottrarrà alla responsabilità di una scelta che può essere un sì o un no a seconda dei contenuti del piano, degli investimenti, dell'occupazione e delle ricadute» sull'Italia. Parole che trovano sponda nelle considerazioni di Bonanni e Angeletti, poco concilianti verso il comportamento tenuto dal governo. Una situazione «incredibile», sottolinea Angeletti. «La responsabilità è del governo che ha fatto finta che Alitalia fosse dell'amministratore delegato, del cda». Nonostante le sferzate di Cgil, Cisl e Uil, la partita non è chiusa.
Ieri mattina Alitalia ha fatto sapere che accetta l'offerta di Air France-Klm: offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni di Alitalia (160 Alitalia per ogni azione Air France-Klm) e offerta pubblica di acquisto sul 100% delle obbligazioni convertibili Alitalia (0,3145 euro, pari al prezzo di mercato del 14 marzo 2008). Una volta completate con successo le offerte, Alitalia delibererà un aumento di capitale per un miliardo, interamente garantito da Air France-Klm. Ma il ministero dell'Economia deve concedere ad Alitalia una linea di credito da rimborsarsi subito dopo l'esecuzione dell'aumento di capitale. E il Tesoro ha dato la propria disponibilità. Come Air France e Klm, Alitalia resterà compagnia di bandiera, con proprio marchio, logo e livrea. Prevista la riduzione di 1.600 unità dipendenti, facendo ricordo al turn over fisiologico, esodi volontari incentivati e ammortizzatori sociali. Il piano prevede una riduzione degli aerei nel breve termine, concentrata sugli MD80 e regionali, e un ritorno alla crescita dal 2011 con l'entrata di aeri di nuova generazione. Nel 2008-2010 investimenti per circa 850 milioni di euro per il rinnovamento della flotta e iniziative di marketing. Offerto anche un posto nel consiglio di amministrazione di Air France-Klm; il ministero dell'Economia che detiene il 49,9% delle azioni Alitalia deve impegnarsi ad aderire alle offerte pubbliche prima ancora che siano lanciate. Il contratto, però, è soggetto ad alcune condizioni sospensive entro il 31 marzo, dall'autorizzazione Antitrust all'accordo con i sindacati, all'eliminazione del contenzioso con Sea, che chiede 1,250 miliardi di risarcimento per i voli tagliati a Malpensa.
Adesso la parola passa al governo che in settimana darà il suo parere. Ma tutto accade in piena campagna elettorale. Berlusconi tace, visto che dovrà occuparsene se diverrà premier, An dà un giudizio positivo ?con riserva', Bossi: «Prima vinciamo le elezioni, poi ci pensiamo». Formigoni si chiede se davvero Air France voglia comprare. Per il governo, Enrico Letta invita il centrodestra a pronunciarsi, per non scaricare le responsabilità «solo sul governo in carica».

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