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L'AQUILA. Riprende oggi il confronto tra il governo nazionale e la Regione Abruzzo. Il presidente Ottaviano Del Turco incontra il ministro dell'Economia Padoa Schioppa. Del Turco, con l'assessore al Bilancio Giovanni D'Amico e l'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca, illustrerà al governo il piano per bloccare la spesa sanitaria e avviare una fase di risanamento dei conti pubblici abruzzesi. La strada che la Regione ha davanti è obbligata. I conti trovati in eredità sono preoccupanti, negli ultimi due anni la situazione si è fatta pesante. Al punto che l'Abruzzo è stato inserito in un elenco di sei Regioni che dovranno aumentare le tasse per raddrizzare i bilanci della sanità. Una manovra automatica che sarebbe dovuta scattare secondo la legge il 31 maggio. Il nuovo governo ha però concesso alle sei Regioni un altro mese di tempo per presentare un piano di rientro della spesa, e quindi una manovra di bilancio capace di frenare la corsa impazzita dei debiti. Nei giorni scorsi il presidente Del Turco è stato chiaro nell'indicare che cosa chiederà al neo ministro della Salute e al ministro dell'Economia. «Chiederemo di tener conto di questa ferma volontà di rinnovamento, ma faccio presente che il governo ci sollecita a coprire il deficit del 2005, mentre nelle nostre decisioni, a partire dalle misure urgenti, saranno immediatamente efficaci. Decisioni che però non risolveranno il debito pregresso. Vale per noi ciò che vale per il governo di fronte all'Europa, il ministro Padoa Schioppa e Prodi chiedono ai commissari Ue, Almunia e Barroso, di scommettere sulla efficacia della loro terapia di risanamento. Noi chiediamo a Prodi e a Padoa Schioppa di giudicare con serenità la nostra volonta di cambiare il corso della sanità abruzzese. Chiediamo come loro chiedono all'Europa di darci solamente il tempo di dimostrare che facciamo sul serio». Circa le ipotesi di intervento, un capitolo decisivo è quello dei tagli, e a questo proposito il presidente ha annunciato delle preferenze tra Asl, ospedali e cliniche private: «entro questo programma di risanamento non ha senso mantenere 6 Asl. Ma ciò che voglio dire agli abruzzesi è che non chiuderemo nulla, ma tutto cambierà. Ci sono troppi sprechi e troppi doppioni in giro. Preferisco che un territorio abbia un centro di alta qualità e specializzazione anzichè una struttura in cui si fa finta che ci sia di tutto, salvo avere una copertura di posti letto che talvolta non arriva nemmeno al 50 per cento». |