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QUI VASTO L'assessore Del Prete: «Decisione assurda» VASTO. Utenti dei treni preoccupati. Fra pochi giorni non potranno più acquistare il biglietto allo sportello delle stazioni di Vasto-San Salvo e Termoli. Nei due scali ferroviari resteranno in funzione solo le biglietterie automatiche. I due Comuni corrono ai ripari. «Rete ferroviaria italiana parla di razionalizzazione dei costi e giustifica il provvedimento con una sensibile diminuzione di viaggiatori. Deve dimostrarlo con i numeri: ci risulta il contrario», dice il vicesindaco di Vasto con delega al Turismo, Nicola Del Prete. Gli utenti sono sempre più scoraggiati. La chiusura della biglietteria suona come una beffa per chi ricorda che oltre due anni fa, il 26 novembre 2005, Rfi nel corso di una cerimonia nella stazione Vasto-San Salvo per l'inagurazione del doppio binario, aveva annunciato una svolta epocale per gli scali ferroviari della linea Adriatica. «Altro che svolta epocale questa è la fine di un epoca. Vasto si sente penalizzata senza alcun motivo», accusa il vicesindaco. Ieri mattina Del Prete ha preso carta e penna e ha scritto una lunga lettera ai responsabili di Rfi. «La chiusura della biglietteria nella stazione principale della città è l'ennesima beffa dopo la decisione di chiudere lo scalo merci di contrada San Tommaso e la soppressione del servizio biglietteria nella stazione di Vasto-Punta Penna. E' una decisione unilaterale presa senza consultare gli attori principali: gli amministratori del comprensorio», incalza Del Prete. «Numeri alla mano, possiamo dimostrare che Rfi si sbaglia quando parla di calo di utenti. Razionalizzare non significa penalizzare». Dover fare il biglietto alla macchinetta non fa fare salti di gioia ai viaggiatori. «Proprio le Ferrovie qualche mese fa hanno sospeso il servizio di biglietteria automatica a Punta Penna per i ripetuti atti vandalici», ricordano i viaggiatori. Si annunciano disagi anche a Termoli per la chiusura degli sportelli per l'acquisto del talloncino di viaggio. Per i cittadini che da anni lamentano già altri disagi della stazione ferroviaria, come l'acqua che si infiltra nel sottopassaggio, l'inesistenza di locali riscaldati e le macchinette vidimatrici sempre rotte, é l'ennesimo disagio che renderà la stazione della cittadina adriatica impraticabile ai più. «Come fanno le anziane e che non se la cavano con la tecnologia?», si chiede un pendolare che dice di assistere alle mille vicissitudini dei viaggiatori in partenza da Termoli. Fatto sta che la biglietteria farebbe pendere l'ago della bilancia verso la voce spese, e benché rappresenti un servizio utile non fa più guadagnare. Per questo già da anni la società ferroviaria ha avviato un ridimensionamento: dei tre botteghini originari ne era rimasto in vita solo uno, in funzione fino alle 20. E se già prima i viaggiatori lamentavano che «un solo sportello era poco», presto dovranno rassegnarsi all'idea di non poter più contare su un volto umano, e di doversela vedere solo con quelle «apparecchiature infernali», le definisce qualcuno, «che si inceppano perché non prendono i soldi o non danno il resto». Resta la possibilità di fare i biglietti in tabaccherie e agenzie di viaggio, che però sono chiuse nel week-end e ad ora di pranzo. C'è poi da tener conto della sorte dei sei impiegati in servizio: di questi i più anziani probabilmente verranno incentivati al pensionamento, gli altri forse verranno trasferiti altrove o assegnati ad altre mansioni «ma non sappiamo ancora di che morte moriremo», dice uno dei dipendenti al di là del vetro. |