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E i sindacati respingono le proposte: «Inaccettabili» Sospeso l'incontro durante la notte Anpac e Avia: tempi troppo stretti per un serio esame ROMA. I sindacati sono stati a sentire, a lungo, cercando nelle parole di Jean Cyril Spinetta, presidente di Air France-Klm, uno spiraglio che salvasse capra e cavoli. Poi, dopo le 21 di ieri sera, hanno detto «no» ai tagli proposti dai francesi, ma si sono presi una pausa per riflettere. Nettamente contrari i piloti dell'Anpac. Alitalia aveva vissuto un'altra pessima giornata in Borsa con la perdita di un ulteriore 31% (a 0,2695 euro). Acquistabile per una pipa di tabacco, come dicono gli uomini di finanza quando vogliono parlare colorito. Esposta a un'offerta pubblica di acquisto di chiunque offra un millesimo di euro in più dei francesi, che offrono poco. Alimentando le speranze di chi l'opa l'aspetta da Carlo Toto, patron chietino di Air One, magari sostenuto da Intesa-SanPaolo. Le undici sigle sindacali convocate dal presidente Alitalia Maurizio Prato per sentire dalla viva voce di Jean-Cyril Spinetta le le condizioni di acquisto e rilancio della compagnia aerea di fatto non hanno avuto alcuna sorpresa. «Non siamo certamente obbligati ad acquisire Alitalia» ha detto il presidente, «ma sono convinto che l'operazione sarà un successo». «E' un piano doloroso - ha spiegato il manager francese - ma poi decollerà e integreremo Alitalia come è successo per KLM». I manager francesi si sono anche soffermati sulla garanzia di difesa dell'italianità di Alitalia. Perché la maledizione è sempre quella, la liberalizzazione dei cieli che ha scardinato vecchie certezze e riscritto la geografia del traffico aereo. Adesso i lavoratori non si fidano più, lo hanno detto con chiarezza prima di sedersi al tavolo per una seduta fiume che non era una trattativa ma una semplice presa d'atto. Hanno ascoltato con pazienza i francesi sciorinare le cifre della falcidia. Che poi sono sempre le stesse: 1600 esuberi in Az Fly, di cui 500 piloti, 600 assistenti di volo e 500 addetti come personale di terra. Altra storia per Az servizi, la società delle manutenzioni e delle atività periferiche. Il piano prevede che l'80 per cento vada a Fintecna, cui faranno capo 4300 lavoratori. Il cui destino è ancora da scrivere. Ma questa è un'altra storia. «Non siamo obbligati a comprare Alitalia», avrebbe detto Spinetta ai sindacati. Neanche la lettera di adesione all'offerta, spedita ieri dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa a Spinetta, del resto obbliga Air France-Klm a comprare. Per il segretario nazionale Uil-trasporti Marco Veneziani si è aperto un confronto «difficile e spigoloso», con al momento «margini solo di rottura di fronte ad una posizione delle aziende molto ferma». I sindacati chiedono «garanzie sia sul fronte dell' occupazione sia sul perimetro dell' acquisizione di Air France». I manager delle due compagnie, spiega Veneziani, dovranno ora dare indicazioni per l'eventuale ripresa del confronto: «Abbiamo spiegato che sarà possibile continuare a confrontarci solo se ci saranno delle novità, ed ora aspettiamo delle risposte». Anche la Filt-Cgil, dice il segretario generale Fabrizio Solari, considera i tempi troppo stretti: «Per il 31 marzo non ce la faremo, non credo proprio. Siamo molto lontani sui contenuti, credo sia impossibile». Come previsto alla vigilia dell'incontro i nodi da sciogliere riguardano soprattutto il futuro delle attività oggi gestite da Az Servizi, che solo in parte rientrano nel perimetro del gruppo che interessa ad Air France. I sindacati chiedono margini di trattativa anche, tra l'altro, sul tema delle attività cargo che secondo il piano di Air France andranno gradualmente ridotte per essere poi chiuse nel 2010. |