Data: 19/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Il senatore-notaio batte tutti gli abruzzesi. Pastore sfiora i 400 mila euro e supera anche il presidente Marini

ROMA. Se cercate lo zio d'America bussate al portone della Camera in piazza Montecitorio. Lì siede dal 2006 l'imprenditore di Orsogna Giuseppe Angeli, eletto nelle liste estero in Sudamerica per Alleanza Nazionale. Il suo imponibile per il 2006, pubblicato ieri sul Bollettino di Camera e Senato, è tra i più alti del Parlamento italiano: 3 milioni 234mila 248 euro tondi tondi. Ma se cercate uno zio ricco con casa ed elettorato ben piantati in Adriatico, dovete prendere via delle Coppelle, girare per corso Rinascimento e arrivare a Palazzo Madama, dove da tre legislature lavora il notaio Andrea Pastore, coordinatore in Abruzzo di Forza Italia-Popolo della Libertà.
Pastore nel 2006 ha dichiarato un reddito di 394.667. Non da capogiro, ma è comunque il reddito più alto tra quelli dei parlamentari eletti in Abruzzo. Nel frattempo il senatore ha trovato il tempo per fare un atto di donazione di tre immobili: due negozi e una autorimessa a Pescara.
In termini di reddito gli tiene dietro solo il presidente del Senato Franco Marini (Pd), con 229.659 euro, che non dovendo più guidare, visti gli obblighi della sua carica istituzionale, ha potuto vendere la vecchia Volvo. In più ha acquistato la metà del suo appartamento romano nel quartiere Trieste.
Lo specchio rovesciato di Pastore è Maurizio Acerbo (Sinistra-Arcobaleno), che con i suoi 29.987 euro è il più povero in assoluto. Una povertà cercata, perché Acerbo devolve molto al partito. Ma da comunista rifondato nel 2006 il quarantenne conduttore radiofonico (così si presenta sul sito della Camera) ha fatto anche mezzo passo in direzione della proprietà privata, acquistando il 50% di una casa a Pescara.
Il resto dei parlamentari eletti in Abruzzo vivacchia su medie dignitose tra gli 80 e i 120 mila euro circa. Le dichiarazioni sono asciutte e scontate. Mai che si trovi un investimento azzardato: la partecipazione a un fondo del Sudest asiatico, men che meno russo. Non ci sono slanci imprenditoriali, partecipazioni a capitali di rischio. È tutto un inno al lavoro fisso. Al responsabile risparmio italico. E la casa di proprietà diventa il centro di tutto.
Pina Fasciani, alla sua prima legislatura alla Camera, ricandidata adesso al Senato col Partito democratico in posizione difficile, registra la donazione di metà abitazione a Barisciano e dichiara 96.679 euro. Sabatino Aracu da buon berlusconiano (Aracu è uno dei pochi uomini in grado di calcare in testa con eleganza un borsalino azzurro) ha casa in Sardegna, a Porto Rotondo, e dichiara 144.042 euro.
Il sottosegretario Giovanni Lolli di proprietà immobiliari ne ha sette, quasi tutte affittate e dichiara redditi per 151.650 euro.
Il magistrato Lanfranco Tenaglia, vicepresidente della Giunta per le autorizzazioni, ferma la sua stringata dichiarazione a 138.322 euro. Il sindaco uscente di Pianella e deputato del Pd Giorgio D'Ambrosio, dichiara 98.545 euro nonostante i suoi tanti incarichi, perché non cumula e sceglie l'indennità da deputato.
Massimo Cialente dichiara 123.934 euro, nel frattempo è migrato sulla poltrona di sindaco dell'Aquila e, con qualche sofferenza, dalla Sinistra al Pd.
Il medico Nicola Crisci (Pd) abbandona lo scranno dopo tre legislature con un reddito di 125.363 euro.
L'imprenditrice dei confetti Paola Pelino (Pdl) abbassa leggermente la media generale dichiarando 99.743 euro. Peggio fa Giovanni Cesare Ricevuto (Pdl) che non arriva a 50 mila euro (per l'esattezza 48.138).
Il deputato uscente dell'Udc Rodolfo De Laurentiis può contare su un reddito di 137.028 euro. Teodoro Buontempo, presidente della Destra, sale a 159.779 euro. Carla Castellani, la deputata di An di Teramo, è a 117.721 euro. Carlo Costantini (Idv) dichiara 42.135 euro. C'è poi Dante D'Elpidio, esponente del volontariato, eletto nell'Udeur di Clemente Mastella. Il suo reddito imponibile è di 121.085 euro. Tra i senatori restano Giovanni Legnini (Pd) con 169.250 euro, il Socialista Gavino Angius dichiara 165.335, il magistrato in pensione Giuseppe Di Lello 221.883. L'attività di imprenditore aiuta Filippo Piccone a irrobustire il suo reddito che sale a 160.170 euro. Infine il senatore e musicista Marcello De Angelis (Pdl) non va oltre i 107.667 euro.

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