Data: 13/06/2006
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Riparte la concertazione: non si parla di pensioni. Dopo i primi stop il governo apre ai sindacati. Epifani: rigore ma anche equità

ROMA - È piaciuto ai sindacati il menù servito ieri da Romano Prodi a palazzo Chigi nel primo incontro (informale) con le parti sociali che dovrebbe riaprire la concertazione. Un menù leggero, dal quale sono rimasti fuori i bocconi troppo amari o indigesti. Come antipasto, il premier ha offerto una spiegazione sul metodo di lavoro, per poi passare al piatto forte delle misure, tra manovra bis e il Dpef (documento di programmazione economica e finanziaria), a partire dal taglio del cuneo fiscale. Per finire Prodi ha escluso interventi sulle pensioni invisi ai sindacati, offrendo come dessert l'ipotesi di un anticipo della previdenza integrativa. Prossimo incontro, il 29 giugno, sul Dpef. Mentre giovedì, a cena, potrebbe esserci il presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo.

IL METODO - Alla colazione hanno partecipato il sottosegretario Enrico Letta, i ministri dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, e dello Sviluppo, Pierluigi Bersani, e Guglielmo Epifani (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil). «Il governo - ha detto Epifani - ha ribadito di voler utilizzare il metodo del confronto e della concertazione innovando rispetto al governo Berlusconi e questo da parte mia e nostra è stato molto apprezzato». Bonanni ha gradito il chiarimento di Padoa-Schioppa sulle sue dichiarazioni relative alla «moderazione salariale»: «Il ministro - ha spiegato il segretario - ha sostenuto che la concertazione deve servire a distribuire carichi e guadagni, non a porre veti».


LE PORTATE - Da parte del governo è arrivata l'assicurazione che non ci sarà una «politica dei due tempi» ma un unico intervento correttivo e per lo sviluppo. Per il resto, sulla tavola non sono comparse cifre o dettagli circa le misure. È toccato ai sindacati dire un «no» forte e chiaro a ipotesi d'intervento sulla spesa sociale. E chiarire che il taglio del cuneo fiscale, primo banco di prova del governo, dovrà essere «selettivo» e andare almeno per la metà ai lavoratori, senza tagli ai contributi. «Si faranno simulazioni concrete sul campo» ha detto Bonanni. «Di pensioni non ne abbiamo parlato» dice Angeletti, ma il governo ha tenuto a bollare come «prive di fondamento» le ipotesi d'intervento come quello sull'età pensionabile. Prodi poi avrebbe aperto all'ipotesi di anticipare la riforma della previdenza integrativa rinviata da Berlusconi al 2008.


I TAVOLI - Nel caffè tra Letta, Bersani e i tre leader, seguito al pranzo, si è parlato della creazione di più tavoli: economia, sviluppo, lavoro, infrastrutture e trasporti, ricerca e istruzione, ma anche Sud. Il dettaglio è da chiarire. Ma una cosa è certa: il coordinamento sarà a palazzo Chigi, come ha tenuto a sottolineare in più passaggi del pranzo lo stesso Prodi.

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