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AVEZZANO. Il 2007 in archivio nel segno dei vandali per treni e stazioni della Valle Roveto, dove le scarpate della linea Avezzano-Roccasecca si sono trasformate in una sorta di cimitero degli arredi depredati dai convogli in transito. Pesante il bilancio per l'azienda: oltre 300mila euro di danni per i treni, a cui vanno aggiunti quelli registrati nelle stazioni dei sette Comuni rovetani, ridotte in uno stato di degrado pauroso. Lungo il bellissimo percorso della strada ferrata si trova di tutto: estintori, lampadine, vetri, sedili, e persino pezzi delle apparecchiature elettroniche dei convogli. Nulla si è salvato dall'assalto dei vandali poco propensi a pagare il biglietto o l'abbonamento (la linea ha conquistato la palma di una delle tratte a maggior tasso di evasione del pagamento del titolo di viaggio), ma molto svelti quando si tratta di distruggere senza alcun motivo un patrimonio collettivo. «Questi atti sconsiderati», afferma il capo area manutenzione locomotive dell'officina di Sulmona, Ettore Scatena, «creano inevitabili ripercussioni sulla qualità del servizio offerto. A volte è impossibile tamponare subito i danni prodotti, così in attesa di approvvigionare i pezzi di ricambio siamo costretti a fermare le macchine». Un via vai continuo di mezzi costretti al rientro in officna per gli assalti vandalici. Per capire la portata del fenomeno: all'officina di Sulmona l'impegno medio mensile per sistemare le automotrici danneggiate supera le 30 ore. Oltre ai danni materiali, quindi, le Ferrovie sono costrette a sobbarcarsi anche le spese per il personale. Costi che incidono pesantemente sul bilancio aziendale, sottraendo così risorse che potrebbero essere destinate all'ammodernamento dei treni e agli investimenti per migliorare il servizio. Non va certo meglio per le stazioni dei sette Comuni della Valle Roveto, dove con l'automatizzazione della linea ferroviaria che ha portato alla scomparsa dei ferrovieri, i fiori all'occhiello di un tempo sono stati ridotti in monumenti al degrado in balia dei ladri. Istantanee più o meno simili a Capistrello (nell'ultimo devastante raid vandalico, "writer" e delinquenti hanno devastato i locali della sala d'attesa e scardinato la biglietteria automatica portandosi via soldi e carta per la stampa dei biglietti), Balsorano e San Vincenzo Valle Roveto (qui alcuni anni fa fu trovato un giovane morto per overdose) dove regnano sporcizia e degrado. Scomparsi i ferrovieri le belle stazioni rovetane sono diventate terra di scorribande di vandali e ladri. Trend che potrebbe essere invertito se le stazioni si "rianimano" con la realizzazione del vecchio progetto della Comunità montana mirato a trasformare le strutture in locande per promuovere il territorio, i prodotti locali e l'artigianato, punti di forza della Valle Roveto, dando vita a un sistema turistico legato alle stazioni riqualificate. |