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AVEZZANO - È stato un ferroviere in pensione a evitare il peggio: uno smottamento del terreno nei pressi di Carsoli ha interrotto la linea ferroviaria Roma - Pescara. È accaduto sabato pomeriggio verso le 18 e la interruzione si è protratta fino alle 6 della mattina successiva, giorno di Pasqua. Il fatto non ha avuto conseguenze, grazie alla prontezza, appunto, del ferroviere in pensione che abita nei pressi e che, accortosi dell'accaduto, ha immediatamente avvisato il capostazione di Carsoli che ha provveduto a bloccare i treni, evitando il peggio. Sono intervenuti i tecnici delle Ferrovie che hanno lavorato per tutta la notte con i mezzi a disposizione per liberare il binario dalla massa di terra, fango e pietre e consentire il passaggio dei treni. Il primo a transitare, infatti, è stato quello che parte da Avezzano alle 6,50 e diretto a Roma Termini. Trenitalia spa ha provveduto a istituire un servizio sostitutivo con autobus tra Carsoli e Avezzano, ma non sono mancati, ancora una volta, i disagi per i viaggiatori. I disagi continuano: la galleria di cinque chilometri, che collega i due versanti, quello fucense e quello della Piana del Cavaliere, è inondata di acqua. Una specie di immensa doccia nel buio che cade sui treni di passaggio e che si sente scrosciare di continuo. Infiltrazioni che non si interrompono, dovute alla natura rocciosa del territorio che, a monte, ovviamente, in questi giorni, è ben rifornito dalle abbondanti piogge e dalle nevicate in quota. Nel tratto tra Carsoli e Colli di Monte Bove, la ferrovia, inaugurata nel 1888, è stata ricavata a ridosso della montagna e tratti scoperti si alternano a brevi gallerie. A garanzia della sicurezza le Ferrovie dello Stato hanno provveduto a realizzare parapetti di contenimento e installato reti di protezione in quei punti soggetti a fenomeni di cedimento ed effettuano sistematici controlli. Ma le abbondanti piogge di questi giorni, appunto, hanno determinato lo smottamento in un punto in cui non era prevedibile. Conclusione: l'Abruzzo che si modernizza e ha bisogno di strutture efficienti non può affidarsi a una ferrovia di fine Ottocento. La Regione non può pagare un servizio così arretrato alle Ferrovie. Breve interrogativo: ma possibile che non si riesca a riprogettare una nuova galleria tra i due versanti, una delle tante, simile a quelle che si costruiscono sulle autostrade e superstrade di mezz'Italia che dimezzerebbe i tempi di percorrenza ed eliminerebbe la metà dei problemi di questa linea ferrata che, dalla parte laziale, sta per essere raddoppiata fin quasi alle porte dell'Abruzzo? Ultima considerazione: c'è chi si è affrettato a limitare il diritto di sciopero nei trasporti nei periodi festivi, ma nessuno si affretta con altrettanto scrupolo a garantire gli spostamenti dei cittadini quando lo sciopero non c'è. |