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«Una proposta seria, e c'è già la copertura finanziaria» ROMA. Aumenti per le pensioni fin dal prossimo luglio. Dopo il taglio delle tasse sui salari, Walter Veltroni ha presentato ieri il programma del Pd per restituire potere d'acquisto alle pensioni. Un intervento immediato che potrebbe portare un aumento di 400 euro l'anno per chi, oltre i 65 anni di età, percepisce una pensione fino a 25 mila euro (vale a dire fino a circa 2 mila euro al mese), mentre l'aumento si aggirerebbe fra i 100 e i 250 euro per le pensioni comprese fra i 25 e i 55 mila euro l'anno. «L'aumento del costo della vita non è più tollerabile per alcuni milioni di pensionati», ha sottolineato Veltroni nel corso della conferenza stampa in cui ha presentato la proposta del Pd. Serve dunque subito «una grande operazione di giustizia sociale» perché il carovita pone «in particolare per molte donne pensionate, il problema di portare avanti una vita dignitosa». Qualche ora dopo la conferenza stampa di Veltroni, anche Silvio Berlusconi in una intervista a «Studio aperto» (Italia 1) sostiene che bisogna «adeguare le pensioni ai prezzi, al caro vita, a partire dalle basse». «Fummo gli unici ad aumentare le pensioni minime - aggiunge - procederemo in questa direzione se vinceremo le elezioni». Inevitabile che sulla questione si accenda la polemica. «Le nostre proposte sui salari, sulla precarietà e sulle pensioni sono serie e concrete e hanno una copertura finanziaria - sottolinea in serata Veltroni - perché di balle in questo Paese se ne sono sentite tantissime in questi anni». L'intervento proposto dal Pd, ha spiegato Enrico Morando, responsabile del programma, costerebbe 2,5 miliardi di euro l'anno e abbasserebbe la pressione fiscale dello 0,2 punti di Pil. In sostanza prevede un innalzamento delle detrazioni in funzione dell'età anagrafica. Ad essere avvantaggiate sarebbero soprattutto le pensioni più «vecchie», vale a dire quelle più distanti dalla data del pensionamento e che dunque hanno subito di più l'erosione del potere d'acquisto. Il Pd propone però anche un intervento strutturale per migliorare l'indicizzazione delle pensioni. In particolare Morando propone di aprire un confronto fra governo e sindacati per mettere a punto un sistema di rivalutazione delle pensioni calcolate con il metodo contributivo in base alle previsioni di crescita del Pil. L'obiettivo è quello di consentire ai pensionati di partecipare alla crescita economica del Paese. In secondo luogo si propone di legare le pensioni a un indice specifico, che l'Istat sta mettendo a punto, sul costo della vita per le famiglie dei pensionati. Berlusconi rivendica invece di aver portato un milione e 850 mila pensionati a 535 euro al mese. «Adesso - aggiunge - queste pensioni dovrebbero essere intorno ai 560 euro al mese». Il Cavaliere promette di continuare nella stessa direzione, in particolare con l'adeguamento al costo della vita. «L'adeguamento dell'ultimo anno è stato dell'1,6 per cento - sostiene infatti - mentre quello dei prezzi, soprattutto dei beni di prima necessità, è stato mediamente del 4 per cento, per non parlare del pane e della pasta, pari al 12 e al 14 per cento». Mentre il Pd fa proposte organiche, accusa però Tiziano Treu, il Cavaliere lancia solo proposte «estemporanee». Il centrosinistra, aggiunge, ha già cominciato ad aumentare le pensioni minime con l'ultima finanziaria, ma soprattutto finanzierà i nuovi interventi grazie alla lotta all'evasione «come abbiamo già dimostrato di saper fare» e con la riduzione della spesa. «Capitoli - sottolinea il senatore del Pd - su cui Berlusconi nel periodo 2001-2005 ha dimostrato di essere totalmente inaffidabile come dimostrano i conti di quei disastrosi anni». E anche Rosy Bindi attacca: «Berlusconi cerca di inseguire il Pd, oggi ha voluto dare l'impressione di avere anche lui una proposta, ma evidentemente non sa di cosa parla perché dovrebbe quanto meno dirci come intende sostenerla finanziariamente». L'intervento di Veltroni è invece «buono e opportuno» per la Cgil. Sia, spiega la segretaria confederale Marigia Maulucci, «perché mette al centro della discussione politica un problema reale e diffuso, sia per la qualità delle proposte formulate». |