Data: 27/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Effetto " porcellum" , Senato a rischio pareggio. Berlusconi: avrò trenta seggi in più, ma i sondaggi parlano di vittoria zoppa

ROMA. Berlusconi resta in vantaggio anche se il Pd riduce di un altro pezzetto il suo distacco. Ma più che le cifre in assoluto, è il risultato in seggi per il Senato che infiamma i sondaggi. Ogni giorno che passa si concretizza la possibilità, anzi la probabilità del pareggio. E dunque di una vittoria «zoppa» di Berlusconi, dell'impossibilità del Pdl di governare da solo.
Nella pioggia di sondaggi, ieri lo ha ribadito quello elaborato da Ipr Marketing per «Repubblica»: nell'ipotesi a lui più favorevole, Berlusconi riuscirebbe a conquistare a Palazzo Madama 160 senatori contro i 155 delle opposizioni e senza contare i 7 senatori a vita. Ma nell'ipotesi più «probabile», secondo il sondaggio, il Cavaliere avrebbe solo 154 senatori contro i 161 di Pd, Sinistra arcobaleno e Udc. Miracoli del «porcellum», la legge elettorale approvata di gran carriera dal centrodestra prima delle elezioni del 2006 per limitare la possibile vittoria dell'Unione.
Anche se il Pdl resta in vantaggio. Del 7,1% secondo un sondaggio di «Dinamiche» (ex Nexus), dell'8,5 secondo Demoskopea che però segnala la crescita di mezzo punto percentuale del Pd che arriva al 35% e al 37,5 con l'Italia dei valori di Di Pietro. Mentre al contrario, sempre secondo il sondaggio Demoskopea, il Pdl perde lo 0,5 pur restando in netto vantaggio con il 46% insieme a Lega e Mpa.
«I sondaggi confermano che ogni giorno il divario si accorcia, che noi cresciamo e loro sono preoccupati che al Senato ci sia il pareggio», esulta Veltroni. «Ma se è così - avverte - il Paese sarà ingovernabile e loro saranno i responsabili perché hanno detto di no alla possibilità di riforma della legge elettorale».
Numeri e parole che mandano su tutte le furie Berlusconi che, messo da parte il fair play, rispolvera il suo armamentario più tipico da campagna elettorale. «Veltroni dice tre bugie ogni due righe - accusa infatti - è la vecchia ricetta stalinista sempre valida nella sinistra». Noi, ribadisce, al Senato «avremo più di trenta senatori di maggioranza». Mentre Veltroni è solo un «vecchio comunista riciclato».
Un'ipotesi, quella dei 30 senatori di scarto, che viene però ritenuta matematicamente impossibile da tutti i sondaggi. A decidere il risultato del Senato non è infatti il numero di voti che raccoglie un partito a livello nazionale, ma il suo risultato regione per regione. In particolare saranno due i dati da tener d'occhio: le regioni in cui vincerà il Pdl e quelle in cui vincerà il Pd, ma anche le regioni in cui Sinistra arcobaleno e Udc riusciranno a superare l'8 per cento, la soglia minima per accedere alla ripartizione dei seggi. Questo spiega perché il risultato finale in seggi sia una sorta di terno al lotto.
Secondo il sondaggio Ipr-Marketing, Berlusconi avrebbe 160 seggi anche conquistando le regioni considerate «in bilico»: Piemonte, Liguria, Lazio, Puglia, Calabria e Sardegna, lasciando al Pd il solo Abruzzo. Ma i sondaggi dicono che ad esempio è probabile una vittoria del Pd anche nel Lazio, dove una sconfitta costerebbe a Berlusconi diversi senatori, e i giochi sono ancora aperti in Liguria e Calabria.
E a confermare che l'ipotesi del «pareggio» al Senato è tutt'altro che remota, è anche il sondaggio dell'osservatorio Lorien Consulting. In questo caso, basta che oltre alle regioni «rosse» Berlusconi perda anche solo Marche e Abruzzo per finire 158 a 157. L'estremo pradosso: esattamente la "non maggioranza" di Prodi.



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