Data: 29/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Berlusconi: se vinciamo, niente vendita. Per Prodi l'esito positivo del negoziato rilancerà il ruolo internazionale della compagnia

ROMA. Restare nel circuito internazionale. È l'augurio che il presidente del Consiglio, Romano Prodi, fa ad Alitalia: «Io mi auguro che ci possa essere una conclusione della trattativa, ma mi auguro soprattutto che Alitalia possa essere riammessa nel grande circuito internazionale delle linee aeree». Conclusione con Air France, è sottinteso: «Le trattative cominceranno - dice ancora Prodi - se si concludono certamente è un fatto importantissimo».
Sul fronte opposto ci sono Silvio Berlusconi e la presunta cordata italiana. «Occorre che questa trattativa - dice Berlusconi - si chiuda negativamente come io immagino e spero, e poi ci saranno moltissimi imprenditori italiani che risponderanno al mio appello all'orgoglio di patria». Poi un duplice affondo: «Il governo non può chiudere la trattativa prima del voto, e quando noi saremo al governo non firmeremo l'accordo con Air France».
Sullo sfondo resta la nebulosa della cordata italiana che tanto concreta non deve essere se lo stesso leader del Pdl annuncia: «Subito prima del 13 e 14 aprile lanceremo un appello e voglio vedere quale imprenditore si negherà senza dare una risposta». Bruno Ermolli, l'uomo incaricato dal Cavaliere di sondare la fattibilità della cordata, non scioglie i dubbi: «Di concreto in queste ore c'è la trattativa con Air France e questo mandato che ho ricevuto dal presidente Berlusconi». Poi si lamenta: «Un grosso peccato che siano circolati dei nomi (fatti da Berlusconi ndr), voi potete immaginare quanto nel nostro lavoro sia importante la riservatezza».
Anche Umberto Bossi, Lega, è scettico: «Su questa cordata ho forti dubbi - dice - gli imprenditori non mettono le mani dove c'è da perdere soldi. L'ideale sarebbe vendere a Lufthansa, ma è meglio non parlare troppo, le compagnie aeree non ci tengono che venga fatto il loro nome».
«Tardivi i dubbi di Bossi, io li ho esternati una settimana fa», dice Casini, Udc. Walter Veltroni, leader del Pd, è netto: «Fosse esistita una cordata sarebbe stata importante, ma invece è stata annunciata e in realtà non c'è. Non si può giocare così su Alitalia a discapito di decine di migliaia di lavoratori e in un momento delicatissimo».
«Da qui al 14 aprile avremo l'apparizione e la sparizione della cordata - dice Fabio Mussi, Sinistra arcobaleno - I figli di Berlusconi? Non parteciperanno perché sono impegnati a sposare alcune migliaia di precari». Ma il candidato premier della Sinistra, Fausto Bertinotti, impegnato nella difesa dei posti di lavoro di Malpensa e Alitalia, sulla cordata fa affidamento: «Se c'è, si faccia avanti».

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