Data: 30/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Nuovo rincaro per energia elettrica e gas. Più 4,1% la luce e 4,2 il metano. Per le famiglie costo medio di 58 euro annui

MILANO. Il caro greggio si fa sentire sulle bollette. Ormai il petrolio è stabile oltre i 100 dollari al barile. E, nonostante la forza dell'euro, era naturale che il rincaro del greggio si trasferisse sulle bollette della luce e del gas metano. Ieri l'Autorità per l'energia ha comunicato che, dal 1º aprile, le bollette della luce saranno più care del 4,1%. Più o meno pari rincaro (+4,2%) per il gas metano il cui prezzo è legato a quello del greggio pur non essendo un derivato del petrolio.
Nel motivare il rincaro, l'Autorità spiega che il petrolio, dal gennaio 2007 è rincarato del 93 per cento, cioè quasi raddoppiato.
«I gestori ingrassano mentre le famiglie sono alla canna del gas, il governo deve intervenire», urla Elio Lannutti, presidente dell'Adusbef, una delle maggiori associazioni di consumatori. Stando ai consumi medi, una famiglia di quattro persone dovrebbe spendere 18 euro in più all'anno per la luce e 40 euro in più per il gas. In particolare, l'elettricità passa a 17,187 euro al kilowattora mentre il gas metano sale a 72,75 euro al metro cubo.
Ad aiutare, parzialmente, le famiglie in questo periodo c'è la forza dell'euro. Infatti il petrolio è quasi raddoppiato ma grazie al dollaro debole e all'euro in piena salute, noi avvertiamo il rincaro solo per il 48%. Il problema, vero, dell'Italia è la quasi totale dipendenza dall'estero del fabbisogno energetico. Insomma, l'Italia compra fuori dai propri confini l'85% dell'energia consumata. Non solo, ma il 60% di questa energia è prodotta con il petrolio. Ne deriva che, a ogni aumento, siamo qui a rifare i conti. «E' molto frustrante essere costretti a registrare aumenti», dice il presidente dell'Autorità, Alessandro Ortis, nonostente il miglioramento della qualità della rete distributiva.
Invece l'Abusbef tira in ballo il governo. «Va utilizzato il surplus fiscale di 12 miliardi di euro per alleviare le famiglie che fanno una vita a rate, soprattutto quelle che hanno redditi inferiori a 20mila euro - dice l'Abusbef - e alle famiglie in difficoltà, che sono circa 5 milioni, andrebbero distribuiti dei bonus, nelle bollette della luce, per circa 300-400 milioni di euro. Il bonus potrebbe arrivare a 120 euro per la famiglie più numerose».
E sono costretti a rifare i conti anche gli agricoltori. «I costi alla produzione sono in aumento del 9 per cento - dicono alla Coldiretti - con punte più alte per frumento, mais e riso». Tra i fattori della produzione che hanno subito i maggiori rincari ci sono i fertilizzanti (+30%), i mangimi (+22%), ma in aumento sono pure i lurbificanti (+12%) e i carburanti per uso agricolo (+7,4%) che portano un aggravio di 100 milioni di euro per tutto il settore in un anno. Inoltre il rincaro dei carburanti aumenta il costo dei trasporti dei prodotti agricoli che sono alla base dell'alimentazione. Dunque dobbiamo aspettarci che questi rincari si trasferiscano, presto, dal campo alla tavola? Purtroppo è così anche se il governo ha promesso di intervenire per evitare le speculazioni che pur esistono.
A sollevare un problema di carattere giudiziario è invece il verde Angelo Bonelli: «L'aumento del greggio - a suo parere - non giustifica il vertiginoso aumenti dei prezzi di luce e gas e, per questo motivo, la magistratura deve intervenire».

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