Data: 01/04/2008
Testata giornalistica: Il Centro
La Uil sbatte la porta, ma la trattativa va avanti. Spinetta: sviluppo, non tagli. Prato: due giorni per trovare un pre-accordo

Per Angeletti «meglio aspettare il nuovo governo per decidere»

ROMA. Avanti adagio in via della Magliana. La data del 31 marzo è trascorsa per Alitalia senza scossoni. Le cassandre della vigilia non sono riuscite a vedere avverate le fosche previsioni. Niente rottura azienda sindacati ad eccezione di un gran rifiuto della Uil trasporti, niente chiusura definitiva alle proposte di Jean Cyril Spinetta, numero uno di Air France-Klm. Niente agitazioni selvagge negli aeroporti. Piuttosto molta voglia di cercare una soluzione, favorevole all'azienda e ai lavoratori.
Lasciando la politica fuori dalla porta a litigare sui soliti temi: italianità, turbative di mercato, sopravvivenza di Malpensa. E lasciando gli investitori con il cuore in gola e la Consob preoccupata per l'ennesimo scivolone del titolo che ieri ha perso il 19 per cento.
L'incontro tra sindacati, Alitalia e Air France-Klm era cominciato ieri nel primo pomeriggio. Spinetta, come previsto, si era presentato con il piano già noto, 2010 esuberi da allontanare in un arco lungo di anni, sette, attraverso prepensionamenti, pensionamenti, riqualificazione, mobilità, assunzioni in Air France. L'uomo di Parigi, però, ha buttato sul tavolo la moneta della promessa, rammaricato che Alitalia abbia «perso mercato nazionale» e convinto di poter salvare la compagnia legandola alle altre due in un progetto da vettore globale all'interno del quale per la compagnia italiana c'è un destino in Africa e nel Mediterraneo.
I guai di Alitalia, derivanti anche da un profondo rosso della cassa, potrebbero essere superati, secondo Spinetta, giocando per la compagnia la carta dello sviluppo. Ecco perché, secondo lui, «ogni singolo euro di cash flow sarà reinvestito». E non nel 2011, all'esaurirsi del piano industriale di risanamento 2008-2010 scritto da Maurizio Prato, ma da quasi subito, appena sarà possibile. Dalle porte chiuse dell'incontro con i sindacati questo è trapelato e anche qualcosa di più. «Non è vero che non è un piano di sviluppo ma di tagli - avrebbe detto Spinetta - perché per la prima volta c'é chi mette un miliardo di euro e se la cosa non dovesse andare bene l'intero gruppo ne risentirebbe». E tanto per far capire che l'impegno è di quelli solenni Spinetta avrebbe aggiunto di essere «disposto a metterlo nero su bianco».
Forti di questa parola d'onora i sindacati, meno la Uil, hanno deciso di continuare a trattare. E' così cominciata una lunga seduta ristretta durante la quale sono state sottoposte a Spinetta tutte le domande, illustrati tutti i dubbi. Scongiurato il rischio di una rottura, alla fine l'appuntamento è stato spostato a questa mattina per la ripresa del confronto allargato, con Prato che avverte: ancora due giorni per un pre accordo.
Neanche oggi, comunque, la Uil si presenterà al tavolo. L'uscita di scena del sindacato è stata giustificata con motivazioni squisitamente politiche. La trattativa fra Alitalia e il pretendente è stata definita «platonica, falsa, inutile». Parole pronuciate dal segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che ha condiviso in tutto e per tutto la decisione di UilTrasporti di allontanarsi dal tavolo.
Ma che cosa ha motivato la posizione della Uil? Niente altro che la ricerca di garanzie perseguita da Spinetta che vuol sentir pronunciare «la parola conclusiva» dal prossimo governo. Di fronte a questa ribadita condizione la Uil ha detto chiaro e tondo di essere disposa a riprendere la discussione dopo metà aprile, quando le urne avranno deciso quale maggioranza avrà questo Paese.

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