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La vittima è un romeno residente a Roseto TERAMO. E' morto travolto da una lastra di ferro mentre lavorava nei capannoni ormai dismessi dell'ex Aquila D'Oro, alla Gammarana. Joan Mariciuk, 45 anni, romeno residente a Roseto, sposato e padre di due figli, è l'ennesima vittima di un infortunio mortale sul lavoro, il secondo avvenuto nel Teramano in meno di venti giorni. La tragedia si è consumata in pochi attimi, nella tarda mattinata di ieri, nel vecchio stabilimento dolciario ancora di proprietà della famiglia Malavolta. L'uomo era impegnato insieme ad altri tre colleghi, tutti alle dipendenze della ditta Italfer di Giulianova, nei lavori di smantellamento dei vecchi capannoni in cui fino a trent'anni fa si producevano coni per gelato. Intorno alle 12.30 l'operaio con una fiamma ossidrica era intento a tagliare in più parti un enorme forno dismesso, di quelli industriali usati per la cottura di prodotti dolciari. Improvvisamente, almeno questa è la prima ricostruzione della polizia, una grande lastra di ferro si sarebbe staccata colpendolo violentemente alla testa e all'addome e facendolo cadere a terra. I primi soccorsi sono arrivati dai colleghi che in quel momento si trovavano in un altro angolo del capannone. L'ambulanza del 118 è arrivata immediatamente, ma agli operatori le condizioni dell'uomo sono subito apparse gravissime. Il lavoratore è morto durante il trasporto all'ospedale Mazzini. Sul posto sono intervenuti gli agenti della questura, a cui è stato affidato il compito di fare i primi rilievi. I poliziotti hanno raccolto la testimonianza dei colleghi di lavoro dell'uomo, che hanno dato tutti la stessa versione e cioè che l'operaio stava tagliando con la fiamma ossidrica il forno. Il magistrato di turno, il sostituto procuratore Serena Bizzarri, ha aperto un'inchiesta e ha disposto il sequestro del capannone industriale. Per domani, inoltre, è stata fissata l'autopsia che sarà eseguita dall'anatomopatologo Giuseppe Sciarra. I risultati dell'esame saranno fondamentali per capire esattamente le modalità dell'infortunio. Inizialmente si era sparsa la voce che l'uomo fosse caduto da un'altezza di circa venti metri, mentre si trovava sul tetto dello stabilimento intento a fare dei lavori di smantellamento. Una ricostruzione che è risultata priva di fondamento anche perchè il capannone ha un'altezza di meno di dieci metri. L'amministratore delegato del gruppo Malavolta si è tenuto costantemente informato di quanto stava accandendo. «Abbiamo dato mandato a un'azienda specializzata nel settore del ferro, l'Italfer, assolutamente affidabile, di smontare delle linee vecchie», racconta Mario Malavolta, «mi risulta che l'operaio stesse smontando un forno quando è avvenuto l'incidente. Esprimo il nostro cordoglio ai familiari dell'operaio». L'operaio romeno era arrivato in Italia molti anni fa e da qualche tempo la sua famiglia lo aveva raggiunto a Roseto. Quello di ieri è il secondo infortunio mortale avvenuto nel Teramano nel giro di dieci giorni. Il 20 marzo, infatti, un operaio trentenne di San Benedetto del Tronto, Massimo Luciani, è morto in una fabbrica metallurgica di Colonnella schiacciato da una pressa. La Cgil «Non è stata una fatalità» TERAMO. I sindacati rimarcano che è il secondo infortunio mortale nel solo mese di marzo. «Ancora una volta la nostra provincia è maglia nera per gli incidenti mortali», commenta Amedeo Marcattili, segretario della Fillea Cgil, «in questi casi la fatalità non c'entra. Probabilmente in quel cantiere la sicurezza non veniva rispettata. I sindacati sono impegnati affinchè la cultura della sicurezza diventi patrimonio di tutti, ma abbiamo purtroppo un mondo imprenditoriale che spesso sull'altare del profitto risparmia sulle misure di sicurezza. E ora stiamo a piangere la morte di un operaio che per mille euro al mese ha perso la vita». Marcattili si rivolge a «tutti i candidati che si affannanno a chiedere voti per andare in parlamento: non li abbiamo sentiti in questi anni dire una sola parola sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. A tutti chiediamo che assumano un impegno morale per far sì che queste cose non accadano più». |