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Se ci sarà la protesta assicurate solo le corse nelle fasce 6-9 e 12-15 CHIETI. Vertice in municipio per scongiurare lo sciopero di 24 ore proclamato per venerdì. Oggi l'assessore alla viabilità Luigi Febo incontrerà i dirigenti della Panoramica e dei sindacati. Che chiedono da mesi di prolungare i tempi di percorrenza delle linee 1 barrato e 3 barrato. Attualmente, troppo stretti per coprire una vasta area dello scalo che va da Madonna delle Piane a Brecciarola. I sindacati avevano cercato anche una mediazione dal prefetto. Ma ai buoni propositi non sono conseguiti fatti concreti. Tanto che a metà marzo il personale della Panoramica si è astenuto dal servizio per quattro ore raccogliendo il novanta per cento delle adesioni tra gli autisti. Una protesta che però non ha provocato gli effetti sperati. Anzi, la situazione delle linee 1 barrato e 3 barrato è peggiorata. Allo scalo, sono partiti una serie di cantieri che hanno rallentato ulteriormente il tragitto dei mezzi pubblici. Diventato una sorta di percorso a ostacoli. Così è stato indetto uno sciopero di ventiquattro ore per venerdì dalle sigle sindacali Fit Cisl, Ugl e Faisa Cisal. L'azienda tentenna perché allungare i tempi di percorrenza dei bus significherebbe aumentare i costi di gestione. «Noi pensiamo ad assicurare all'utenza la migliore qualità possibile del servizio e basta. Per il resto», dichiara Sandro Chiacchiaretta, della Panoramica, «è in corso un tavolo di concertazione tra sindacati e Comune». L'ente, di contro, apre ai rappresentanti dei lavoratori dopo le incomprensioni delle ultime settimane. «Ci siamo visti informalmente lunedì» spiega Febo «e torneremo a farlo domani (oggi) alla presenza dell'azienda. Vogliamo trovare soluzioni organiche e definitive per il traffico dei pullman allo scalo senza rincorrere di volta in volta i problemi». I sindacati sembrano apprezzare le buone intenzioni del Comune, a patto che arrivino interventi reali. Anche perché i disagi sopportati sulle linee 1 barrato e 3 barrato non risparmiano i passeggeri. «Sono sempre arrabbiati per i ritardi accumulati dalle corse» afferma Domenico Di Fabrizio, della Fit Cisl, «e quindi appoggiano la nostra protesta». Qualora lo sciopero di 24 ore di venerdì dovesse essere confermato, il trasporto pubblico verrebbe garantito soltanto nelle fasce orarie 6-9 e 12-15. Ma non è da escludere un raffreddamento dello stato di agitazione e la revoca dello sciopero. «Ascolteremo quello che ha da dire il Comune» riprende Di Fabrizio «e ci comporteremo di conseguenza». |