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ROMA - «Il caso Autostrade resta aperto». E' lapidario il commissario Ue al mercato interno Charlie McCreevy che risponde così alla mancata approvazione da parte del governo Prodi delle norme sulle concessioni autostradali, necessarie per chiudere la procedura d'infrazione aperta dall'esecutivo Ue. «Al momento siamo nella fase della lettera di messa in mora» ha spiegato il commissario, ricordando che le nuove richieste di chiarimenti a Roma sono state inviate dai suoi servizi. Insomma, resta nel limbo la nuova concessione. Resta l'incertezza normativa sull'intero settore e, sopratutto, la possibilità per la Ue di sanzionare l'Italia. Anzi Bruxelles sarebbe pronta ad intervenire dopo i ripetuti appelli caduti nel vuoto. Nel mirino la concessione messa a punto da Di Pietro e bocciata dal Cipe. A premere su Bruxelles c'è sopratutto Abertis che vuole un sostanzioso risarcimento economico dopo il "no" alla fusione con Autostrade. Sul dossier del "matrimonio" Autostrade-Abertis, aperto da molto tempo negli uffici della Commissione Ue, McCreevy si è limitato ad osservare che «ci sono diversi casi aperti da molto tempo in Commissione. Non esiste differenza tra i diversi Paesi membri. Noi trattiamo questo caso come quelli degli altri Stati Ue». Infine a chi chiedeva se aspettasse la conclusione delle elezioni per esprimersi sul contenzioso, il commissario si è limitato a sottolineare che il voto non incide su eventuali decisioni. |