|
AVEZZANO. Porta d'ingresso della stazione ferroviaria scardinata nella notte. Il raid, l'ennesimo, è stato messo a segno nei locali della sala d'aspetto, da tempo trasformati in una sorta di "ostello" dei derelitti, dove accade di tutto, mentre all'esterno "operano" le prostitute. Qui, in pieno centro cittadino, la sera, quando il presidio della Polizia ferroviaria chiude i battenti, regnano degrado e malaffare. Situazione che non fa stare tranquilli né i lavoratori del turno di notte, né i residenti. «Le notti sono scandite da schiamazzi», raccontano i lavoratori, «atti vandalici e, più in là, nel parcheggio, da piccoli furti a ripetizione alle auto in sosta. Qui la notte diventa terra di nessuno e non si può certamente lavorare in tranquillità, forse sarebbe opportuno prolungare il servizio notturno della Polizia ferroviaria». Il presidio, infatti, di norma funziona durante il giorno. E gli effetti si vedono: controlli e presenza degli agenti Polfer coordinati dall'ispettore capo, Nicola Cardarelli, infatti, tengono alla larga i malintenzionati. «Quando il cancello si chiude, però», aggiungono i lavoratori, «allora la stazione inizia a pullulare di figure poco raccomandabili». Presenze che, in più occasioni, hanno lasciato il segno. Ultimo caso: il tentato furto alla biglietteria. Il colpo è fallito e, pochi giorni dopo, la Polfer ha denunciato un tunisino di 37 anni che aveva lasciato tracce evidenti sul luogo del misfatto: sangue sul vetro e qualche capello. Ora se la sono presa con la porta d'ingresso automatica, rimasta "appesa" per qualche ora. Per evitare rischi ai viaggiatori, ieri mattina la porta è stata sganciata per essere sistemata. Si allunga, quindi, l'elenco dei danneggiamenti contro i treni e le stazioni. I vandali più scatenati si annidano nella Valle Roveto, dove nel 2007 i raid hanno generato danni ingenti alle casse dell'azienda: 300mila euro e una sorta di bazar di estintori, sedili, plafoniere e pezzi di apparecchiature elettroniche lungo la strada ferrata. |