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E' rottura. Un epilogo drammatico, senza spazio apparente per mediazioni, sigilla il mai consumato matrimonio tra Alitalia e il gruppo Air France-Klm. Il numero uno della compagnia franco-olandese Jean Cyril Spinetta ha abbandonato la trattativa a Roma, rifiutando di prendere in considerazione le controproposte presentate dai sindacati su perimetro aziendale, flotta, aumento capitale e cargo. "Questa proposta non è accettabile perché non rientra nel mio mandato", ha detto Spinetta secondo quanto riferito da chi partecipava all'incontro: "Porterò la proposta al consiglio di amministrazione, ma dubito che sarà accettata, perché ci vogliono molti mesi di lavoro di riflessione e questo Alitalia non lo può sostenere, i problemi vanno affrontati oggi". Spinetta ha quindi aggiunto di essere "contrario a livello personale". Quindi, "finisce qui", ha concluso alzandosi dal tavolo e andando via assieme al suo staff. In serata una nota di Air France ha bollato la proposta dei sindacati come "incompatibile con l'obiettivo di un rapido ritorno alla redditività".
L'incontro è poi proseguito tra le sigle e i vertici di Alitalia e Fintecna. Ma si è concluso rapidamente con le dimissioni del presidente e amministratore di Alitalia, Maurizio Prato. Il 3 aprile - informa una nota della compagnia - "è convocato il consiglio di amministrazione che potrà assumere le necessarie e opportune determinazioni". Lo stesso giorno si dovrebbe tenere una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri.
La reazione delle sigle sindacali è stata - come ha spiegato il presidente dell'Anpav Massimo Muccioli - di chiedere "la creazione di una unità di crisi con manager, sindacati e lavoratori per gestire la situazione e garantire l'operatività aziendale per evitare una situazione drammatica che è sotto gli occhi di tutto". Le organizzazioni dei lavoratori hanno quindi fatto appello al mondo politico perché si trovino alternative che scongiurino il fallimento della compagnia aerea. Dunque nuovi acquirenti. In una nota i sindacati ''sollecitano le forze politiche tutte, ed in particolare quelle dell'attuale maggioranza, ad assumersi la responsabilita' piena del futuro di Alitalia unitamente ai lavoratori ed a proseguire nel piano stand-alone ricercando condizioni di rinnovato interesse, in un contesto europeo, per un processo industriale di ampio respiro attraverso una vera negoziazione''. I sindacati ''stigmatizzano'' quindi il ruolo assunto dal Ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, ''che ancora nelle ultime ore preannunciava il fallimento di Alitalia; atteggiamento questo inqualificabile per chi ha responsabilita' istituzionali e di tutela del bene pubblico''.
La giornata Le parti erano tornate a incontrarsi oggi dopo un giorno di pausa.
All'inizio dell'incontro Spinetta aveva ribadito la disponibilità a un'apertura su una maggiore spinta al rinnovo della flotta, con un impatto positivo sul numero di esuberi previsto per piloti e assistenti di volo. In particolare, Spinetta avrebbe espresso la disponibilità a inserire nella flotta due nuovi Boeing 777 già nel 2009 se ci saranno miglioramenti nel bilancio vicini al ritorno al pareggio. Air France-Klm sarebbe anche disponibile ad anticipare le prime sostituzioni dei vecchi Md80 di Alitalia con nuovi Airbus 321.
Le richieste dei sindacati Dopo un paio d'ore di pausa i sindacati hanno presentato la propria controproposta, chiedendo "la partecipazione all'aumento del capitale Alitalia da parte di Fintecna (la finanziaria del Tesoro, ndr.) con una quota di minoranza". Secondo le organizzazioni dei lavoratori, se Fintecna conferisse alla nuova Alitalia l'intera quota che attualmente possiede in Alitalia Servizi, infatti, si determinerebbe una capitalizzazione maggiore che renderebbe più solide le prospettive di rilancio.
Le sigle hanno chiesto anche che non vengano chiuse le attività cargo e che venga dismesso un numero minore di aerei. La nota firmata dalle otto sigle sindacali, eccetto la Uil Trasporti, chiede il mantenimento del settore cargo, una dismissione meno pesante di aerei a medio raggio e l'accelerazione degli investimenti di nuovi aeroplani a lungo raggio. Sulla base di tali richieste, le otto sigle sindacali si impegnano "a sottoscrivere un accordo quadro, a condividere i necessari processi di riorganizzazione ed efficientamento (sic!); a garantire, in un'ottica di rilancio competitivo dell'azienda, la gestione di eventuali esuberi di personale derivanti dai processi di riorganizzazione, per le diverse categorie e tenuto conto delle specifiche regolazioni e normative vigenti". Per il personale di terra la soluzione degli esuberi potrebbe arrivare da esodi incentivati, mobilita', solidarieta' e Cassa integrazione guadagni straordinaria. Per i piloti la soluzione degli esuberi potrebbe ricorrere agli esodi incentivati, alla mobilita' e alla solidarieta' mentre, per il personale di cabina (gli assistenti di volo), la soluzione degli esuberi potrebbe avvenire con il ricorso agli esodi incentivati, alla mobilita' e alla cassa integrazione straordinaria. "Questa proposta - secondo le otto sigle sindacali - allontana definitivamente la sciagurata ipotesi del commissariamento".
Ma su queste basi i vertici di Air France hanno rifiutato di trattare.
Epifani: sconfitta per il Paese "Otto organizzazioni sindacali hanno presentato ad Air France una proposta seria e responsabile che, prospettando tra l'altro l'ingresso di Fintecna con una propria quota nel capitale di Az servizi, mirava a rendere piu' credibili e stabili gli obiettivi di rilancio dell'Alitalia e piu' sicuro il futuro dei lavoratori di quell'area aziendale, in prospettiva determinando una maggiore presenza italiana nell'azionariato francese. Il no della compagnia franco-olandese ha messo fine, di fatto, alle possibilita' di trovare un'intesa". Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani commenta cosi' il no di Spinetta alle proposte sindacali. Epifani spiega che "il piano di Air France presenta troppe incertezze e su troppi fronti: non sono indicate le risorse necessarie per garantire il rilancio e lo sviluppo di Alitalia, a partire dal potenziamento della flotta, non e' accettabile il livello di esuberi e soprattutto non c'e' alcuna garanzia per l'area di Az servizi e per il futuro dei suoi dipendenti. Inoltre non c'e' alcuna disponibilita' per il futuro di Malpensa, ne' sul settore della manutenzione". Insomma, dice il segretario della Cgil, "per troppo tempo la vicenda Alitalia e' stata colpevolmente trascinata, portando la societa' alla insostenibile situazione attuale, fino a renderla, in queste ultime settimane, oggetto di contesa elettorale per responsabilita' di Berlusconi. E' una sconfitta per il paese".
Spero che il governo si faccia sentire e riporti al tavolo Spinetta e il sindacato per continuare la trattativa", ha detto invece il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. |