Data: 03/04/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Viabilità e servizi: nasce la città del futuro. Più legami con la Val di Sangro Case a Villa Andreoli e Marcianese

LANCIANO. Ricucire il sistema viario cittadino ormai in crisi. Rispondere alla domanda edilizia che negli ultimi anni ha trovato sfogo solo nei Comuni della "cintura". Ampliare il ruolo di città di servizi guardando al fondovalle per troppi anni ignorato. Sono le tre direttrici sulle quali si articola il nuovo piano regolatore generale (Prg), che ieri ha debuttato in pubblico. Si è alzato il velo sulla "Città del futuro", attesa da più di venti anni. Le sfide di domani partono dai problemi di oggi: mobilità, crescita e sviluppo, in una città rimasta incagliata nelle trame del vecchio Prg, ormai esaurito.
Oggi Lanciano è arrivata. Il vecchio Prg è di un'altra epoca, il nuovo arriva dopo una lunga attesa. Ecco i "mali" e le possibili "cure" della città del nuovo millennio.
Mobilità. Il collegamento con l'autostrada, i rapporti con i centri vicini, il sistema urbano, sono i nodi critici. «Il problema non è arrivare a Lanciano, ma muoversi al suo interno», spiega l'urbanista Giovanni Crocioni a cui è spettato il compito di illustrare il Prg ad associazioni, sindacati e ordini professionali. «Occorre un ridisegno infrastrutturale per ricucire tutto». La soluzione individuata è un "asse" unico tra il casello autostradale, il centro e il fondovalle, a due corsie e con svincoli, e che contempla anche un tratto in galleria.
Zone di espansione. Negli ultimi anni la città ha subito un freno nella crescita. Alla domanda abitativa hanno risposto altri Comuni. Domani la città tornerà a crescere: le aree di maggiore espansione sono state individuate a Villa Andreoli e Marcianese. A Follani, da cui le fabbriche andranno via, il 20% è destinato all'edilizia. Da qui al 2020 - anno di "orizzonte" - i residenti aumenteranno solo di 2.100 unità (38.500 totale). Di contro cresceranno di più le famiglie, 3mila-3500 nuovi nuclei: è questo il fabbisogno di nuove abitazioni.
Un nuovo ruolo. Da millenni Lanciano è una città di servizi, scolastici, fieristici, commerciali, professionali e sanitari. «La sfida è ampliare questa gamma, gettare le basi per un ruolo nuovo», sostiene Crocioni, «troppo a lungo Lanciano ha ignorato i rapporti col fondovalle». I nuovi servizi saranno legati all'industria: laboratori, ricerca, università e una fiera integrata al campus. «E' l'unica speranza di farla sopravvivere», mette in guardia l'urbanista.
Risorse. Ma come si finanzia la nuova città? E' finito il periodo delle grandi risorse pubbliche: il Comune dovrà contare su fondi propri. Strumento ad hoc è la perequazione, cioè il trasferimento dei diritti di edificazione in altri suoli. «Il Prg individua aree strategiche dove non tutti potranno costruire», spiega Crocioni, «ma solo chi presenta un'offerta costruttiva, partecipando ad opere di urbanizzazione o sostenendo l'edilizia sociale». Così nascerà, ad esempio, il nuovo parco urbano dal Diocleziano alla lecceta di Barbati.

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