Data: 14/06/2006
Testata giornalistica: Il Centro
I negozianti: non chiudete la città. Protesta in piazza Italia «La rampa resti aperta»

PESCARA. Armati di volantini azzurri e comunicati stampa, arrabbiati quanto basta, commercianti e balneatori hanno protestato ieri davanti al Comune contro la chiusura della rampa d'uscita dell'asse attrezzato in piazza Italia: l'intervento, indicato come prioritario nel Piano urbano del traffico approvato dal consiglio comunale alla fine dello scorso anno, è considerato però una minaccia dagli operatori commerciali. Il timore è che i clienti rinuncino a comprare in centro, meno agevole da raggiungere, e abbandonino la città preferendo i centri commerciali.
«Siamo qui per dichiarare il nostro disagio per la scarsa attenzione che questa amministrazione dimostra verso il commercio» hanno detto i leader della contestazione, Barbara Cazzaniga, Claudio Minicucci, Alessandro Acerbo e Aldo Marino. «Qui siamo qualche decina, ma alla protesta aderiscono quattrocento esercenti del centro e di Portanuova. La nostra categoria rappresenta il 60 per cento del prodotto interno lordo della città: a Pescara ci sono quattromila esercizi che danno lavoro a migliaia di persone, abbiamo presentato petizioni e non siamo stati ascoltati. Ma questo tipo di esperimenti non si può fare in estate: gli ingorghi si possono evitare con un vigile che regoli il traffico nelle ore di punta». Oggetto delle polemiche anche il problema della sosta: «In centro sono spariti 880 posti auto» ha affermato Minicucci, «a questo si aggiunga che il nuovo sistema di ingresso al parcheggio di piazza Primo Maggio, dove si può accedere solo da nord, è un disastro».
Le ragioni della protesta sono state ribadite poco dopo davanti all'assessore alla Mobilità Armando Mancini e all'assessore al Commercio Moreno Di Pietrantonio, che hanno ricevuto i manifestanti al secondo piano del Palazzo di città. È toccato a Mancini spiegare la filosofia del piano del traffico di Stefano Ciurnelli: «La circolazione in città non deve essere rapida, ma fluida. La rotatoria sotto l'asse attrezzato genera blocchi di traffico che creano a volte lunghe code. La soluzione prospettata è che dalla rampa non si possa più proseguire verso piazza Italia: chi deve andare a Portanuova uscirà in piazza Unione, da dove proseguirà su viale Marconi, mentre chi deve andare in centro andrà in piazza della Marina e proseguirà lungo via Marco Polo, che diventerà a senso unico con corsia dedicata per chi gira a destra». Ma la spiegazione non è piaciuta ai presenti, è volata qualche parola grossa. «Io conosco solo il metodo democratico» ha cercato di mantenere la calma Mancini, «questo piano ha superato un anno e mezzo di passaggi ed è stato approvato in consiglio, oltre a essere stato sottoposto a tutte le associazioni di categoria». «Quelle non ci rappresentano» ha replicato qualcuno. «Manca la sinergia tra la fluidificazione del traffico e la crescita dello sviluppo di Pescara» ha detto Riccardo Ciferni, balneatore.
«Il commercio è un settore strategico per la città, ma Pescara non è fatta solo dai commercianti, è necessario stabilire un equilibrio» è intervenuto Di Pietrantonio. «In ogni caso, si tratta di una sperimentazione che l'amministrazione comunale intende portare avanti continuando ad ascoltare le categorie».
A Lorenzo Sospiri, presidente del quartiere 5, che ha evidenziato il rischio di ritrovarsi senza parcheggi in centro all'avvio dei lavori per le aree di risulta, Mancini ha risposto chiarendo che «ottocento posti resteranno sempre disponibili», mentre la Ztl che limiterà gli accessi all' area centrale sarà l'ultimo provvedimento a entrare in vigore.
L'assessore si è infine impegnato a portare all'attenzione dell'Anas, che ha incontrato al termine della riunione, le proposte dei commercianti, prima fra tutte l'ipotesi di modifica del regime delle precedenze, eliminando lo stop per chi viene da Chieti. L'esito non è stato positivo: «I tecnici, guidati dal dirigente regionale Dino Vurro, hanno bocciato le proposte» ha detto nel pomeriggio Mancini. «In particolare la modifica delle precedenze contrasterebbe con il codice della strada. Purtroppo queste soluzioni non si possono inventare. Adesso farò una riflessione, ma non vedo altre alternative alla chiusura della rampa. Naturalmente sarà una sperimentazione».

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