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Un appello per il voto. Un voto "utile", e dunque non di destra. A una settimana dalle elezioni anticipate, crescono gli inviti della Cgil a elettori e iscritti a recarsi alle urne e scegliere quei partiti e quelle coalizioni che più rispecchiano i programmi e i valori del sindacato. La campagna elettorale coincide con le conferenze d'organizzazione territoriali e di categoria della Cgil, appuntamenti da tempo in calendario e nei quali, oltre a parlare, appunto, dell'organizzazione, ossia del funzionamento del sindacato, la Cgil riflette pure sul voto e sulla situazione politica.
Nascono così inviti, come quello lanciato dalla Cgil Emilia Romagna, a non dare la preferenza al centrodestra, ma a votare per chi "presenta programmi politici piu' vicini alle proposte del sindacato. Nei programmi elettorali delle destre - si legge nel documento della Cgil - si propongono ricette che contrastano in modo evidente con i nostri obiettivi di difesa del lavoro". Un'indicazione di non voto a destra che però non può tradursi in segnalazione del partito o della coalizione ideali, visto che a differenza del 2006 l'area di centro-sinistra si presenta con almeno tre proposte diverse (Partito democratico, Sinistra Arcobaleno e socialisti).
Spiega il segretario generale della Cgil emiliano-romagnola Danilo Barbi: "Le incertezze ora sono maggiori", ma "volevamo evitare di assistere in silenzio a un momento tale di cambiamento". "Il panorama politico attuale - dichiara Barbi all'agenzia Dire - rende il sindacato molto piu' autonomo" rispetto al passato, quando "la Cgil aveva un partito di riferimento. Adesso, invece, questo e' ancora vero in campagna elettorale, ma durante il mandato del governo eletto, la situazione e' molto piu' fluida".
Anche la Cgil di Modena rivolge "un forte invito" a tutti i propri iscritti a recarsi a votare alle elezioni politiche il 13-14 aprile. Per esercitare un "diritto-dovere fondamentale e irrinunciabile di ogni cittadino". I "limiti - si legge in una nota del sindacato - che hanno caratterizzato parte dell'azione di governo e della sua maggioranza, non devono trasformarsi in disillusione e disaffezione verso la politica. (...) in una fase delicata come questa, l'astensione non farebbe che favorire la vittoria del centrodestra". La Cgil chiama dunque a fare "una scelta di campo senza rinunciare alla propria autonomia e indica la propria preferenza per i partiti o le aggregazioni che componevano la coalizione del governo uscente, che presentano programmi economici, sociali e civili alternativi a quelli dello schieramento di centrodestra".
La posizione di queste categorie riflette l'indicazione emersa dall'ultimo Direttivo nazionale del sindacato, tenutosi a Roma a marzo. In quell'occasione la confederazione ha espresso 'un esplicito invito alla partecipazione al voto'' tenendo ovviamente conto del fatto che rispetto a due anni fa, quando Romano Prodi ricevette l'endorsement cigiellino al congresso nazionale di Rimini, è cambiato tutto, dissolta l'Unione e con Pd e Sinistre che vanno ciascuno per contro proprio. "Non possiamo non vedere - aveva detto in quell'occasione il segretario generale Guglielmo Epifani - che nel centrodestra sono proposte scelte che vanno in senso opposto alle nostre priorità e alle nostre valutazioni''. Non è la stessa cosa, spiegava Epifani, ?'come scelta immediata intervenire con lo strumento fiscale a favore dei redditi da lavoro dipendente e da pensioni o, come propone il Pdl, detassando gli straordinari o abolendo l'Ici anche per le fasce medio-alte''.
Concetti sui quali Epifani è tornato anche in occasione della conferenza d'organizzazione della Cgil Lombardia: "Non sono tranquillo - ha detto - se le elezioni porteranno la vittoria del centrodestra e se non si capisce che i redditi da difendere sono quelli deboli e, invece, si favoriscono altri tipi di redditi, facendo i ricchi piu' ricchi e i poveri piu' poveri, il centrodestra fara' delle scelte sbagliate". Durante il suo intervento, Epifani ha detto anche di credere che quella che ha colpito il centrosinistra sia "una specie di maledizione per la quale quando quella parte del Paese e' chiamata a governare o non ce la fa a completare la fase di governo o non riesce a dare risposte ai cittadini, e questo genera una responsabilita' che e' quella della lasciare spazio alla destra populista".
Molto di quanto non attuato dal governo Prodi rientra tra le richieste del sindacato: la redistribuzione dei redditi, la restituzione fiscale. Insomma la "fase due" post risanamento mai partita. Difatti nessuna organizzazione più della Cgil si è opposta per quanto poteva allo scioglimento delle Camere e alle elezioni anticipate, manifestando in più di un'occasione sconcerto per quanto accadeva durante la crisi di gennaio.
Dunque elezioni che il sindacato non voleva. Ma, subito dopo l'esito elettorale, la Cgil riprenderà in mano l'agenda economica e politica presentando le richieste in sospeso al nuovo governo. "Qualunque sara' il governo che uscira' dalle elezioni i sindacati presenteranno la stessa piattaforma su redditi e fisco presentata a Prodi e organizzeranno iniziative per sostenerla". A dirlo è il segretario nazionale Fulvio Fammoni, segreterio nazionale della Cgil. Fammoni ha specificato che "la crisi di governo e le elezioni erano la cosa peggiore che poteva capitare dal punto di vista della rappresentanza sociale del sindacato. Siamo in un momento di grave crisi economica internazionale, che ha ricadute particolari sul modello italiano, c'e' una ripresa dell'inflazione. Il paese avrebbe bisogno di scelte che in questo momento non possono arrivare. Subito dopo le elezioni occorrera' dunque intervenire su redditi e fisco e rilanciare i consumi, per evitare che i lavoratori paghino prezzi troppo alti". |