|
Divisi, ma solo per finta. Il Pd e la Sinistra arcobaleno in realtà marciano d'amore e d'accordo, e un'intesa sottoscritta in prima stesura il 9 marzo 2008 e in seconda stesura pochi giorni dopo, firmata dai responsabili del Pd Massimo Luciani e Gianluca Fusilli, dal segretario della Sinistra democratica Oscar Buonamano e dal segretario di Rifondazione Marco Fars, stabilisce modalità e numeri per governare insieme: sia che Luciano D'Alfonso vinca al secondo turno sia che vinca al primo turno. Lo hanno chiamato "verbale d'intesa per le elezioni amministrative Pescara 2008": undici righe e tre aggiunte a penna, in cui Pd e Sinistra arcobaleno partono dall'accordo per le circoscrizioni di Portanuova, Castellamare e Colli dove difficilmente avrebbero potuto vincere senza correre uniti e poi sottoscrivono le condizioni per governare insieme al Comune di Pescara. Accordo segretissimo, conservato solo dai segretari provinciali, negato fino alla morte dal sindaco D'Alfonso e dai sottoscrittori: perchè a rimetterci la faccia sono in tanti. Il Pd prima di tutto col primo cittadino in testa, che è andato a raccontare ai costruttori che senza la palla al piede di Rifondazione potrà gestire meglio edilizia e urbanistica; la Sinistra arcobaleno che ha deciso di correre con un suo candidato sindaco per rafforzare la propria identità e conquistare maggiore potere in un eventuale nuovo assetto di governo. Chiacchiere: l'accordo c'è ed è stato sottoscritto sottobanco e prevede le due variabili a seconda che il Pd vinca al primo o al secondo turno. Stabilisce che «al primo turno ci saranno due candidati sindaci distinti, Luciano D'Alfonso per il Pd e Silvestro Profico per la Sinistra arcobaleno; al secondo turno ci sarà l'apparentamento sotanziale». Ma c'è anche la possibilità che Luciano D'Alfonso vinca al primo turno: in quel caso la Sinistra arcobaleno non può accettare di restare tagliata fuori dal governo. Così il verbale d'intesa mette in chiaro anche questa possibilità: «In ogni caso si conviene sulla necessità di continuare a governare unitariamente la città di Pescara individuando priorità programmatiche». Poi, tre righe aggiunte in stampatello in cui si stabilisce che la Sinistra arcobaleno avrà un assessorato in più visto che non ha espresso neppure un presidente di quartiere. Letto, firmato e sottoscritto. Una prima stesura, più o meno uguale, portava le firme anche del sindaco Luciano D'Alfonso, del segretario regionale di Rifondazione Marco Gelmini e del segretario regionale di Sinistra democratica Gianni Melilla. Accordo strategico, che consente a Luciano D'Alfonso di incassare l'appoggio fondamentale della Sinistra arcobaleno per le regionali del 2010. E alla Sinistra arcobaleno di fare una campagna elettorale autonoma e incisiva sui temi che le stanno a cuore, mettendo però in cassaforte la garanzia degli assessorati. Ma sia D'Alfonso che Luciani hanno continuato a negare fino a pochi giorni fa: «Non esiste un accordo con la Sinistra arcobaleno - dice Luciano D'Alfonso - L'unico accordo che eiste è con l'Italia dei Valori che prevede l'assegnazione ai dipietristi di un assessorato di primo livello (e cioè Lavori pubblici o servizi sociali, comunque un assessorato di spesa) ma sicuramente non l'Urbanistica che sarà gestita da me». «Un accordo di governo con la Sinistra arcobaleno? Non esiste - dice Massimo Luciani - gli accordi si fanno al secondo turno: saremmo stati davvero stupidi a sottoscriverlo prima». |