Data: 09/04/2008
Testata giornalistica: Il Centro
L'incidente con il pullman dell'Arpa Cerella. Operai morti, due comuni in lutto. Amici e colleghi sotto choc, fabbrica chiusa fino a domani

L'incidente sulla fondovalle del Trigno L'auto è finita contro il bus senza rallentare: escluso il malore, si ipotizza un colpo di sonno

SAN SALVO. I cancelli della Valci di Piana Sant'Angelo sono chiusi in segno di lutto. La fabbrica in cui lavoravano Roberto Pasciullo, 50 anni e Tiziano Ninni, 36 - i due operai morti l'altra sera sulla Trignina nel frontale con il pullman dell' Arpa Cerella - si è fermata subito dopo l'incidente per due giorni (ieri e oggi). E il lutto accomuna anche i due paesi in cui i due amici e colleghi abitavano.
I sindaci di Montefalcone del Sannio (Campobasso) e San Giovanni Lipioni, Gigino D'Angelo e Angelo Di Prospero hanno proclamato il lutto cittadino. Ma il giorno dopo la tragedia, oltre a essere quello dell'incredulità e del dolore, è quello in cui si cercano le cause dell'incidente. La Volkswagen Passat, con la quale i due operai-amici tornavano a casa dal lavoro, è finita frontalmente contro il pullman. Sull'asfalto non sono stati rilevati segni di frenata. La morte è arrivata sul colpo. Perché? L'autopsia, effettuata dall'anatomopatologo Ivan Melasecca, ha escluso che il conducente Roberto Pasciullo abbia avuto un malore. Restano in piedi le ipotesi del colpo di sonno o di un attimo di distrazione. I 6 passeggeri dell'autobus e l'autista sono sotto choc. Nessuno è ricoverato in ospedale. Anche l'autista del pullman è a casa a San Buono.
Gli amici dei due sfortunati operai sono storditi dal dolore. E' grande il cordoglio di Andrea e Massimo Ciccarone, titolari della Valci (carpenteria metallica). «Roberto e Tiziano erano davvero due brave persone, tranquille, prudenti e responsabili sul lavoro e anche alla guida dell'auto. Per questo la disgrazia ci ha stupiti», dicono i due industriali.
Tiziano (meccanico) e Roberto (saldatore) lavoravano in équipe. Erano dipendenti della società Steelma che esegue lavori per conto della Valci. «Per noi erano persone di famiglia, mancheranno a tutti», ripetono affranti i titolari dell'azienda.
A San Giovanni Lipioni la bandiera del Comune è a mezz'asta. Nella casa in cui abitava Tiziano Ninni c'è un via-vai di amici e parenti. «Non riusciamo a crederci», riesce a dire fra le lacrime Marco Rossi, l'ufficiale dell'Anagrafe, amico d'infanzia di Tiziano, «era una persona piena di vita, molto legata alla famiglia. Aveva due passioni: i tartufi e il volontariato. Era sempre il primo ad aiutare chi è in difficoltà, per questo aveva deciso di entrare a far parte di un gruppo della Protezione civile».
Anche Roberto Pasciulli viene descritto dagli amici come una persona estremamente generosa. «Da due anni, da quando due fratelli morirono in un incidente stradale a Foggia, cercava, insieme all'altro fratello Fernando, di aiutare i genitori a superare la tragedia. Dopo questa ennesima disgrazia i suoi genitori rischiano di morire di dolore», racconta Enrico Speranza dipendente del Comune, «Roberto era l'amico a cui chiedere aiuto nel momento del bisogno. Mancherà a tutti».
Le salme dei due operai sono tornate nei rispettivi paesi ieri sera da San Salvo. I funerali di Tiziano si svolgono alle 15 a San Giovanni Lipioni, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie; alla stessa ora l'addio a Roberto, a Montefalcone, nella parrocchia di San Silvestro Papa.

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