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ROMA. Affluenza in calo nella prima giornata di voto. Alle 22 di ieri sera aveva votato il 62,5 per cento contro il 66,5 del 2006. Con un calo cioè del 4 per cento. E' la prima indicazione di questa tornata elettorale che, se confermata oggi, potrà però essere decifrata correttamente solo quando, a partire dalle 15, cominceranno ad arrivare exit poll, proiezioni e risultati. Da tempo le variabili possibili nel determinare l'affluenza sono infatti tante da rendere praticamente impossibile riuscire a capire quali potrebbero essere gli effetti sul risultato finale di un calo dei votanti. Significativo è intanto il fatto che le regioni dove è stato più forte il calo dei votanti sono quattro fra quelle considerate in bilico (i dati sono riferiti alle ore 19): la Liguria, (meno 5,9), l'Abruzzo (meno 4,7), il Piemonte (meno 4,6) e la Sardegna (meno 4,4). Il secondo dato interessante è che il calo sembra minore nelle regioni del Sud, anche se in assoluto l'affluenza si conferma come da tradizione più forte al Nord. A fronte di un calo medio del 3,5 per cento, in Sicilia la riduzione dei votanti è stata dell'1,9, in Campania del 2,6, in Calabria e Puglia del 2,7. L'altra sola regione con una flessione decisamente inferiore alla media è l'Umbria dove la diminuizione dei votanti è stata del 2 per cento. Si capirà oggi se la diminuizione del numero di votanti è da attribuire solo al tempo discreto un pò su tutte le regioni, che ha spinto alla gita fuori porta di domenica. O se invece queste elezioni sono state meno sentite rispetto a quelle di due anni fa quando, lo ricordiamo, dopo un durissimo scontro fra Prodi e Berlusconi, si recò a votare una percentuale di votanti superiore a quella del 2001, invertendo una tendenza costante da molti anni di progressiva riduzione della partecipazione. O se, ancora, la diminuizione dei votanti riflette il disorientamento o la sfiducia di una qualche parte dell'elettorato influenzando così in modo più o meno determinante anche i risultati del voto. I seggi, che hanno chiuso alle 22 di ieri sera, torneranno ad aprire da questa mattina alle 7 e chiuderanno definitivamente alle 15. Si vota non solo per il rinnovo del Parlamento, ma anche per l'elezione del presidente e delle assemblee regionali di Sicilia e Friuli-Venezia Giulia, di 8 province, tra cui quella di Roma, e di 423 comuni, compreso il Campidoglio. Questo spiega anche perché nel voto per le amministrative si registrano sostanziosi aumenti nell'affluenza. Il voto per Regioni, Comuni e Province beneficia infatti del traino del voto per il Parlamento, che tradizionalmente vede una maggiore partecipazione. Per le provinciali ha votato il 43,42 per cento degli aventi diritto contro il 29,11 delle precedenti provinciali, e per le comunali il 46,7 contro il 37,75 del voto precedente quando però, per l'appunto, non si votava anche per Camera e Senato. Cala al contrario l'affluenza per le regionali in Sicilia con il 34,57 contro il precedente 37,4. La tendenza si è ieri manifestata già al primo rilevamento delle ore 12 quando, per il rinnovo della Camera, aveva votato il 16,35 per cento contro il 17,64 della stessa ora del 2006. I dati parziali dell'affluenza sono registrati dal Viminale solo per la Camera dove per votare basta aver compiuto i 18 anni e gli elettori sono 47.126.326. Un pò di più rispetto che per il Senato dove per votare bisogna avere 25 anni e gli elettori sono circa 4 milioni di meno. |